Medici, Zenobio de

Zenobio de' Medici è stato un frate domenicano, penitenziere maggiore della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

Prima di trasferirsi a Roma soggiornò lungamente nel convento di San Marco a Firenze.
Ebbe vivaci dispute con Marcantonio Flaminio a Viterbo, ricordate da Pietro Carnesecchi nei suoi interrogatori. Reginald Pole cercò di convertirlo ma invano.
Fu in rapporti con Pietro Aretino.

Scrisse un Trattato utilissimo in conforto de' condannati a morte per via de giustitia, pubblicato postumo in una raccolta che comprendeva anche uno scritto di Tullio Crispoldi, pubblicata per la prima volta nel 1565 a Roma e ristampata nel 1572 ad Ancona.

Morì probabilmente nel 1547 a Roma.

Bibliografia

  • Processo Carnesecchi, vol. 1, pp. 64-65
  • Processo Morone2, vol. 1, p. 75, nota 48

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]