Maculani, Vincenzo

Vincenzo, al secolo Gaspare Maculani (o Maculano), conosciuto anche come il Firenzuola (Fiorenzuola d'Arda, 11 settembre 1578 - Roma, 16 febbraio 1667) è stato un ingegnere militare, inquisitore domenicano e cardinale, consultore, commissario generale e infine membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Entrato nell'ordine domenicano nel 1594, studiò a Bologna e fu lettore di teologia. Nel dicembre 1623 si trasferì a Roma per collaborare col commissario generale del Sant'Uffizio. Fu quindi inquisitore a Pavia dal 1624 al 1627 e a Genova dal 1627 al 1629. Rientrò quindi a Roma, nominato procuratore generale dell'ordine domenicano. Nel 1632 divenne commissario generale della Congregazione del Sant'Uffizio e nel 1639 maestro del Sacro Palazzo. Fu nominato cardinale il 16 dicembre 1641 e arcivescovo di Benevento il 13 gennaio 1642 (ma si dimise l'anno seguente da quest'ultima funzione).

Oltre che inquisitore e cardinale, fu un rinomato architetto e ingegnere militare: diresse importanti lavori riguardanti la cinta muraria di Genova, lavorò alle fortificazioni di Savona e di Malta; progettò la cinta gianicolense di Roma.

Fu incluso nella Congregazione del Sant'Uffizio, di cui era già commissario generale, alla sua nomina cardinalizia. Già come consultore e commissario generale ebbe un ruolo importante nelle indagini e nel processo a Galileo, che, secondo le istruzioni dei Barberini, di cui egli fu sempre un fedele servitore, riuscì a convincere ad ammettere parzialmente la propria colpevolezza. Tenne un atteggiamento moderato nei confronti del giansenismo e si oppose vanamente, con altri domenicani, alla sua condanna.

Fu papabile nei conclavi del 1644 e nel 1655, ma ostacolato dalla propaganda negativa contro di lui da parte di Francesco Albizzi. Morì nel 1667.

Bibliografia

  • Francesco Beretta, Maculani, Gaspare, in DBI, vol. 67 (2007) (e bibliografia ivi citata)
  • Pierre-Noël Mayaud, Les «Fuit congregatio sancti officii in … coram …» de 1611 à 1642. 32 ans de vie de la Congrégation du Saint Office, in "Archivum Historiae Pontificiae", 30, 1992, pp. 231-289: p. 288

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]