Del Carretto, Tullio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-88-942416-0-0 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Tullio del Carretto (Caretto/Carretti) fu prelato, diplomatico, vescovo di Casale Monferrato (13 ottobre 1614†).

Cenni biografici

Figlio di Galeotto, conte di Millesimo e di Anna Radicati di Cocconato, fu fratello di Prospero del Carretto, I marchese di Grana. Nominato «Utriusque Signaturae Referendarius» nel 1586, all’inizio degli anni Novanta del XVI secolo, fu a Roma nelle vesti di «ministro» del duca di Mantova Vincenzo I Gonzaga1 e, tra la fine di novembre del 1593 e la metà di gennaio del 1594, collaborò con Ludovico Gonzaga (1539-1595), nel corso della legazione che vide impegnato il duca di Nevers nel tentativo di ottenere da papa Clemente VIII la ribenedizione del re di Francia Enrico IV di Borbone che, già calvinista e scomunicato quale eretico relapsus da Sisto V (1585), era tornato al cattolicesimo il 25 luglio 15932.
Dal 1594 al 1614, Del Carretto fu vescovo di Casale Monferrato, distinguendosi per zelo riformatore e devozione all’exemplum di Carlo Borromeo (del quale fu postulatore della causa di canonizzazione) e di Filippo Neri. Grande estimatore della famiglia religiosa oratoriana, il presule se ne fece patrono: nel 1612 – scrive Vincenzo de Conti – «per ridurre il clero [della sua diocesi] all’esemplarità, col consiglio del p. Giacinto Natta di lui teologo consultore, scelse sei sacerdoti secolari della città e diocesi dei più dotti e zelanti, i mantenuti nel suo palazzo, sinché avesse ritrovato per erigerve una congregazione secondo l’Instituto di s. Filippo Neri, da Roma approvato da Gregorio XIII nel 1575, ultimamente nel 1613 da Paolo V3. Convissero cosi per qualche tempo, occupandosi il vescovo ed il padre Natta ad ammaestrare il clero con istruzioni, spirituali esercizi, ecc.»4. I piani del vescovo si concretizzarono allorché «comprò una casa pel prezzo di 1.200 scuti moneta di Monferrato, da Ottavio Maremati, chiamata il Trincotto, che serviva per il giuoco volgarmente detto della Rachetta, in vicinanza delle antiche mura della città, a nome di Enrico Natta, cavaliere di Malta, che ne sborsò il denaro […], in data del giorno 25 di settembre 1612, ed in essa vi fece fabbricare un oratorio sotto il titolo di Maria Vergine […], in cui i novelli padri filippini potessero fare le loro funzioni, e quello terminato, fu dal detto vescovo benedetto, celebrandovi egli la prima messa il 2 febbraio 1613»5.

Fonti e bibliografia

  • Innocenzo Chiesa, Vita di Carlo Bascapè, barnabita e vescovo di Novara (1550-1615), a cura di S. Pagano, Leo S. Olschki, Firenze 1993, p. 540n.
  • Antonio Cistellini, San Filippo Neri. L’Oratorio e la Congregazione oratoriana. Storia e spiritualità, Prefazione del card. C. M. Martini, Morcelliana, Brescia 1989, vol. II, p. 784.
  • Vincenzo De Conti, Notizie storiche della città di Casale e del Monferrato, Casale, dalla Tip. Casuccio e Comp., 1840, vol. VI, pp. 105-106, 661n-662n.
  • Barbara Furlotti, Le collezioni Gonzaga. Il carteggio tra Roma e Mantova, 1587-1612, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2003, ad indicem.
  • I Gonzaga e i Papi. Roma e le corti padane fra Umanesimo e Rinascimento (1418-1629), Atti del Convegno (Mantova-Roma, 21-26 febbraio 2013), a cura di R. Salvarani, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2013.
  • Francisco, Peña, Relatione sommaria della vita, santita, miracoli, et atti dalla canonizatione di s. Carlo Borromeo […], nella stamperia della Camera Apostolica, in Roma 1610, pp. 66 e 107.
  • Francesco Rivola, Vita di Federico Borromeo […], per Dionisio Gariboldi, in Milano 1656, pp. 352, 366-367.
  • Francesco Sansovino, Origine e fatti delle famiglie illustri d'Italia […], presso Combi, Venezia 1670, pp. 317-328.

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Article written by Gennaro Cassiani | Ereticopedia.org © 2018

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]