Bavella, Tommaso

Tommaso Bavella o Bavellino è stato un tessitore di seta ed eretico del XVI secolo.

Bolognese, operò tra Bologna, Ferrara e Modena.
Sostenitore della dottrina del "sacerdozio universale", fu attivissimo predicatore perlopiù tra i suoi colleghi artigiani ed operai della seta. Subì un primo processo a Ferrara nel 1542, conclusosi con la sua abiura.
Si trasferì quindi a Bologna, aderendo al locale gruppo eterodosso.
Fuggì da Bologna nel 1543, allorché l'attività del gruppo bolognese fu stroncata dalla repressione inquisitoriale, stabilendosi a Modena. Qui ebbe rapporti con Bartolomeo Fonzio, Giovanni Grillenzoni, Ludovico Castelvetro, subendo un processo insieme al Fonzio nel 1545. Fuggito a Bologna, dove allora era legato apostolico Giovanni Morone, cosa che rendeva l'Inquisizione locale più mite del solito, tornò a Modena nel 1549 per sfuggire alle grinfie del nuovo inquisitore bolognese Girolamo Muzzarelli. Quest'ultimo tuttavia lo segnalò all'Inquisitore di Modena e l'11 marzo 1549 il duca di Ferrara Ercole II (su interessamento di Girolamo Papino) ne ordinava l'arresto. Dopo di ciò non si hanno altre notizie di lui.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]