Processo alle streghe di Zugarramurdi (1609-1610)

Nei giorni 7 e 8 del mese di novembre dell'anno 1610, a seguito di due anni di indagini e processi, si svolse l'autodafé di Logroño, noto per il processo alle streghe di Zugarramurdi, paesino alla frontiera con la Francia. La vicenda ha inizio quando una certa María de Ximildegui ritorna nel suo paesino vasconavarro d'origine -Zugarramurdi per l'appunto-, confessando di aver fatto parte, durante il suo soggiorno in Francia, di una setta di streghe e di esserne stata un membro attivo fino al suo pentimento e il conseguente ritorno alla fede cattolica.
La situazione si fa più tesa quando ai propositi inquisitoriali si unisce la collera della popolazione di Zugarramurdi e Urdax alla ricerca di un capro espiatorio. E' questo il motivo che spinge alcune streghe a confessare pubblicamente la loro appartenenza alla setta. Così, agli inizi del 1609, gli inquisitori di Logroño, Alonso Becerra Holguín e Juan Valle Alvarado, partono alla volta della cittadina per ascoltare le dichiarazioni dei confitenti e decidono di arrestare, per il momento, quattro di loro. E' l'arrivo del terzo inquisitore, Alonso de Salazar y Frías, nel giugno dello stesso anno, a mettere in moto il meccanismo inquisitoriale e portare all'arresto di altre ventisei persone accusate di stregoneria, per un totale di trentuno imputati: cinque furono condannati al braccio secolare in statua, sei in persona, diciotto furono i riconciliati e due i penitenziati.
Nel 1611 Juan de Mongastón da alle stampe la relazione del processo dell'anno precedente affinché tutti i buoni cristiani venissero a conoscenza dei crimini perpetrati dalla setta demoniaca.

Testi on line

Bibliografia

  • Manuel Fernández Nieto, Proceso a la brujería: en torno al Auto de Fe de los brujos de Zugarramurdi, Logroño 1610, Tecnos, Madrid 1989

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]