Simoni, Simone

Simone Simoni (Lucca, 1532 - Cracovia?, 1602) è stato un medico ed eretico antitrinitario.

Biografia

Figlio di un ricco mercante di seta, educato da Aonio Paleario e Antonio Bendinelli, studiò medicina e filosofia a Bologna, Pavia e a Padova, e fu allievo di Girolamo Cardano.
Rientrato a Lucca nel 1562 per esercitarvi la pratica medica, e subito sospettato di eresia, fuggì a Ginevra nel 1565, dove, grazie all'intercessione di Théodore de Bèze, ottenne una cattedra di medicina all'Università. Ma entrò ben presto in conflitto con i calvinisti a causa delle sue dottrine radicali e razionaliste (probabilmente apprese a Padova). Già nel 1567, a seguito di una disputa con Niccolò Balbani, fu incarcerato e gli fu tolta la cattedra. Liberato dopo aver ritrattato, si trasferì a Parigi, dove, su raccomandazione di Pietro Ramo (Pierre de la Ramée) ottenne una cattedra di filosofia presso il Collège Royal annesso alla Sorbona. Malgrado il successo delle sue lezioni, dovette abbandonare la cattedra quasi subito a causa di un editto reale che interdiceva ai riformati di insegnare all'università. Dopo varie peregrinazioni tra Ginevra, Zurigo, Basilea ed Heidelberg, sempre inseguito da accuse di antitrinitarismo, si stabilì infine nel 1569 a Lipsia, dove rimase fino al 1581 al servizio del principe Augusto di Sassonia. Rifiutatosi di firmare una formula di concordia, dovette lasciare Lipsia, e dopo brevi passaggi a Vienna e Breslavia, approdò a Praga, dove nel febbraio 1582 abiurò e si riconvertì clamorosamente al cattolicesimo. Conversione senz'altro opportunistica, che gli valse la nomina a medico aulico dell'imperatore Rodolfo II alla fine di quell'anno. Comunque circondato da sospetti e diffidenze, alla fine del 1583 si trasferì in Polonia, a Cracovia, facendo leva sugli stretti rapporti che aveva da anni con il principe filoriformato Michele Radzwill. Protetto dalla nobiltà locale, entrato al servizio di Stefano Bathory, re di Polinia, ebbe tuttavia contrasti gravissimi con gli esuli italiani Marcello Squarcialupi e Niccolò Buccella. Accusò in particolare quest'ultimo di aver causato la morte del re di Polonia con le sue cure nel 1586. Lo scagionamento del Buccella da parte del nuovo re Sigismondo III comportò una dura sconfitta per Simoni, passato nel frattempo, sotto la protezione dei gesuiti, in Moravia al servizio di Jan Pavlovsky, vescovo di Olomouc. Scarse sono le notizie sui suoi ultimi anni, trascorsi prevalentemente in Polonia, dove morì nel 1602, forse a Cracovia dove comunque venne sepolto.

Dopo la sua riconversione al cattolicesimo Simoni seppe ben abilmente ed opportunisticamente muoversi tra gesuiti e filoriformati, sfruttando a suo favore la grande fama acquisita in campo medico-scientifico. Nel 1600 ottenne addirittura un salvacondotto per recarsi a Roma e chiarire definitivamente ogni dubbio sulla sua ortodossia, di cui probabilmente non usufruì. Brillante esempio di nicodemismo, rimase formalmente fedele al cattolicesimo fino alla morte. Il contenuto razionalistico e radicale delle sue convinzioni religiose emerge peraltro prepotentemente in quasi tutte le sue opere.

Opere

Bibliografia

  • Domenico Caccamo, Eretici italiani in Moravia, Polonia, Transilvania (1558-1611), Sansoni, Firenze 1970
  • Delio Cantimori, Un italiano contemporaneo di Bruno a Lipsia, in «Studi Germanici», III, 1938, pp. 446-466
  • Giuseppe Caturegli, Simone Simoni, medico insigne del sec. XVI, Giardini, Pisa 1970
  • Massimo Firpo, Alcuni documenti sulla conversione al cattolicesimo dell’eretico lucchese Simone Simoni, «Annali della Scuola normale superiore di Pisa», classe di lettere e filosofia, serie III, vol. IV, 4, 1974, pp. 1479-1502.
  • Claudio Madonia, Simone Simoni da Lucca, in «Rinascimento», XX, pp. 161-197
  • Claudio Madonia, Il soggiorno di Simone Simoni in Polonia, in «Studi e ricerche II», 1983, pp. 275-295
  • Claudio Madonia, Simone Simoni, in Bibliotheca dissidentium. Répertoire des non-conformistes religieux des Seizième et Dixseptième siècle, édité par André Séguenny en collaboration avec Irena Backus et Jean Rott, vol. 9, V. Koerner, Baden-Baden 1988, pp. 25-110
  • Simone Ragagli, Simoni, Simone, in DSI, vol. 3, pp. 1373-74
  • Mariano Verdigi, Simone Simoni, filosofo e medico nel '500, Maria Pacini Fazzi, Lucca 1997

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2013

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]