Sede inquisitoriale di Bologna

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-88-942416-0-0 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

La sede inquisitoriale di Bologna, di competenza domenicana, fu attiva con continuità dal XIII al XIX secolo.
Le origini dell'Inquisizione di Bologna risalgono probabilmente al papato di Gregorio IX, che a partire dal 1231 deliberò l'istituzione di tribunali inquisitoriali permanenti per combattere il catarismo. Possediamo una lista continuativa di Inquisitori di Bologna dal 1273 al 1860. Bologna era la sede più importante della provincia domenicana di Lombardia e con ogni probabilità era il luogo nel quale risiedevano più stabilmente gli inquisitori nominati dal provinciale dell'Ordine.
Nel XVI secolo, a partire dalla penetrazione della Riforma protestante in Italia, l'attività inquisitoriale a Bologna fu particolarmente intensa. La bolla Licet ab initio (1542) non ebbe impatto immediato sulle strutture locali dell'Inquisizione. Durante il papato di Pio V l'Inquisizione di Bologna fu notevolmente potenziata. Cessata l'emergenza protestante, dalla fine del Cinquecento fino a tutto il Settecento, il tribunale bolognese concentrò gran parte delle sue energie nel combattere le pratiche magiche, stregonesche e superstiziose e in generale sul controllo dei comportamenti devianti rispetto all'ortodossia.
Una prima soppressione dell'Inquisizione a Bologna si ebbe con l'occupazione francese della città nel 1796. Al termine dell'epoca napoleonica, nel 1815 il tribunale inquisitoriale fu restaurato.
Solo nel 1860, con l'annessione di Bologna al neonato Regno d'Italia, il tribunale inquisitoriale fu definitivamente soppresso.

Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Bologna

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]

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