Capece, Scipione

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Scipione Capece (Napoli, 1480 ca. - Napoli, 1551) è stato un giurista, letterato e filosofo.

Insegnò Istituzioni all'Università di Napoli nel 1518-19 e dal 1534 al 1539 fu titolare di cattedra di diritto civile.

A partire dal 1530, data della morte di Jacopo Sannazzaro, ospitò in casa sua le riunioni degli intellettuali appartenenti al suo circolo umanistico, del quale Capece era stato uno dei membri più attivi sin dagli anni giovanili. Successivamente aderì al circolo di Juan de Valdés.

Nel 1535 compose un'orazione per Carlo V rientrato da Tunisi, e fu nominato membro del Regio Consiglio nel dicembre 1539. In seguito a gravi contrasti col viceré Pedro de Toledo fu rimosso dall'incarico nel febbraio 1543. I contrasti tra Capece e il viceré portarono anche alla chiusura dell'Accademia Pontaniana. Riparò allora a Salerno sotto la protezione di Ferrante Sanseverino, rimanendo al suo servizio fino al 1547.
Rientrato a Napoli, vi morì nel 1551.

Le sue posizioni radicali, che probabilmente ispirarono, insieme all'insegnamento di Juan de Villafranca, l'antitrinitarismo di Girolamo Busale, emergono dalle testimonianze di Giulio Basalù e di Lorenzo Tizzano nei processi condotti a loro carico dall'Inquisizione veneziana: oltre ad aderire alla dottrina della giustificazione per fede, Capace si sarebbe spinto fino al negare la divinità di Cristo.

Opere

Compose varie elegie ed epigrammi. Quattro elegie sono state pubblicate postume nel 1594. Tra le sue opere giuridiche spicca il trattato di diritto comparato Magistratuum Regni Neapolis qualiter cum antiquis Romanorum conveniant compendiolum (1540). Il poema in esametri De vate maximo (1533) ha per oggetto la vita di Giovanni Battista. La sua opera principale è il poema "scientifico" in esametri De principiis rerum, stampato a Venezia dagli eredi di Aldo Manuzio nel 1546.

Bibliografia

  • Luca Addante, Hérésie radicale et libertinage. Le valdésien Giulio Basalù et Domenico Scandella dit Menocchio, "Les dossiers du Grihl", 2009-02.
  • Luca Addante, Eretici e libertini nel Cinquecento italiano, Laterza, Roma-Bari 2010.
  • Antonio Altamura, Per la biografia di Scipione Capece, in Studi in onore di Riccardo Filangieri, L'Arte Tipografica, Napoli 1959, vol. II, pp. 229-315.
  • Paola Guizzi, I Capece. Una famiglia di giuristi del Regno di Napoli nel primo Cinquecento, tesi di dottorato, Università degli Studi di Napoli "Federico II", 2009.
  • Paola Guizzi, La sensibilità religiosa di Scipione Capece in un inedito del 1587, in «Rinascimento Meridionale», 2, 2011, pp. 155-174.
  • Giovanni Parenti, Capece, Scipione, in DBI, vol. 18 (1975).

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]