Gualandi, Ranieri

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Ranieri Gualandi o Gualano (Napoli, 1514 - Napoli, ultimi anni del XVI sec.) è stato un ecclesiastico che subì un processo di eresia, quindi si pentì, collaborando con l'Inquisizione romana.

Entrò ventenne nella compagnia dei Bianchi, confraternita dedicata all'assistenza ai condannati a morte, legandosi in tale ambito sia a personaggi gravitanti attorno a Gaetano di Thiene sia ai valdesiani.
A causa delle sue frequentazioni valdesiane, fu convocato dall'Inquisizione a Roma nel 1551, si dichiarò pentito ed abiurò nel 1552. In realtà, tra le due opposte "appartenenze" egli aveva ormai deciso per quella teatina, tant'è che la successiva denuncia nei suoi confronti da parte di Giulio Basalù (1555) non ebbe esiti.

Si fece quindi sacerdote nel 1560. Testimoniò al processo di Mario Galeota del 1566 (la sua testimonianza fu fondamentale per inchiodare il vecchio compagno), ed ancora fu sentito come testimone da parte del Sant'Uffizio nell'ambito del caso di affettata santità di Alfonsina Rispoli nel 1581 e nel 1590.

Non si conosce la data esatta della sua morte, avvenuta comunque a Napoli negli ultimi anni del XVI secolo.

Bibliografia

  • Dario Busolini, Gualandi, Ranieri in DBI, vol. 60 (2003).
  • Carlo De Frede, Notizia d'un valdesiano pentito con una digressione sul processo d'una visionaria (Ranieri Gualandi e Alfonsina Rispoli), in "Archivio storico per le provincie napoletane", CVI, 1988, pp. 171-185.
  • Processo Morone2, vol. I, pp. 69-71, nota 30.
  • Giovanni Romeo, Una «simulatrice di santità» a Napoli nel ’500: Alfonsina Rispoli in "Campania Sacra", 8-9, 1977/1978, pp. 159-218.

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2013

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]