Albrici, Raffaele

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Raffaele Albrici o Albrico è stato un medico del XVI sec., condannato a morte per eresia.

Originario probabilmente di Cremona, fu bruciato sul rogo a Milano nel 1558. Conosciamo la sua vicenda grazie a una missiva di Giovanni Maria Rastello, podestà e giudice del maleficio di Pontremoli, che il 7 luglio 1558 scriveva che, come disposto dal Senato milanese, l'eredità "del quondam M.r Rafael Albrico, olim fisico in Castelnuovo et a li giorni passati brusiato per man di iustitia a Milano" era stata devoluta per un terzo alla mensa arcivescovile di Milano, per un terzo all'Inquisizione di Milano e per un terzo ai feudatari del territorio dove egli risiedeva. Tale disposizione provocò la protesta di un Domenico Cassinario, che aveva venduto alcuni terreni all'Albrici, che non li aveva finiti di pagare, e che quindi pretendeva il residuo dall'eredità del medico bruciato sul rogo.

Bibliografia

  • Pietro Rivoire, Notizie intorno alla Riforma in Italia nei secoli XVI e XVII, in "Bulletin de la Société d'histoire vaudoise", 54, 1929, pp. 5-29: pp. 6-7.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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