Psicopannichismo

Lo psicopannichismo è una dottrina che fu ampiamente diffusa nel Cinquecento tra i sostenitori delle eresie più radicali, anabattisti e antitrinitari in primis, secondo la quale l'anima, dopo lo morte del corpo, cade in uno stato di sonno (senza sogni) per risvegliarsi solo con il Giudizio Universale e la resurrezione della carne. Calvino la condannò nel trattato Psychopannychia, qua refellitur quorundam imperitorum error, qui animas post mortem usque ad ultimum judicium dormire putant (redatto attorno al 1534 e stampato a Strasburgo nel 1545).

Rappresenta una variante blanda dello tnetopsichismo, secondo il quale l'anima muore e risorge col corpo. Se le origini di quest'ultimo affondano nel cristianesimo dei primo secoli, lo psicopannichismo sembra invece non esser stato teorizzato prima del XV sec.

Al giorno d'oggi la dottrina dello psicopannichismo è sostenuta da avventisti e Testimoni di Geova.

Bibliografia

  • Dario Pfanner, Psicopannichismo e tnetopsichismo: breve analisi della controversia sul destino dell'anima dall'epoca tardo-antica all'età moderna, in Salvezza delle anime, disciplina dei corpi. Un seminario sulla storia del battesimo, a cura di Adriano Prosperi, Edizioni della Scuola Normale Superiore, Pisa 2006, pp. 573-88

Voci correlate

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]