Gelido, Pietro

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Pietro Gelido è stato un ecclesiastico ed umanista del XVI sec., perseguitato dall'Inquisizione romana e convertitosi al calvinismo.

Biografia

Nacque a San Miniato attorno al 1495. Fattosi sacerdote, soggiornò a Roma sin dagli anni di Clemente VII: fu segretario papale e membro dell'Accademia dei Vignuaioli; in quegli anni conobbe Pietro Carnesecchi, Vittore Soranzo e Giovanni Tommaso Sanfelice. Servì in seguito il cardinale Alessandro Farnese, che seguì nella legazione ad Avignone (e collaborò alla sua campagna di repressione dei valdesi). Fu allievo di Ambrogio Catarino Politi a Lione. Membro dell'Accademia fiorentina sin dal 1541, fu servitore anche di Cosimo de' Medici (che gli affidò in particolare nel 1547 una missione a Parigi, dove ritrovò Carnesecchi). Nel 1550 pronunciò un'abiura a Roma, dopo convocazione da parte del Sant'Uffizio. Passò quindi al servizio del cardinale Ippolito d'Este, e poi di nuovo di Cosimo de' Medici (a partire dall'agosto 1552). Fu agente del duca di Firenze a Venezia dal 1552 al 1561, tenendo con lui una fitta corrispondenza. A Venezia Gelido aderì alla locale comunità riformata, nel 1560 testimoniò sul Carnesecchi e nel 1561 fu costretto a fuggire all'estero per fuggire un arresto ormai imminente, aiutato dallo stesso Carnesecchi. Stabilitosi a Ginevra, incontrò a Lione nel 1562 il nunzio Prospero Santacroce. In seguito tornò di passaggio in Italia, predicando tra i valdesi delle valli piemontesi. Non se ne conosce la data di morte.

Bibliografia

  • Processo Morone2, vol. 1, pp. 209-11, nota 15
  • Guido Dall'Olio, Gelido, Pietro, in DBI, vol. 53 (2000)

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]