De Nores, Pietro

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-88-942416-0-0 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Pietro de Nores, o Nores (nato a Nicosia, Cipro – morto a Roma, dopo il 1645) fu informatore politico, segretario, letterato.

Cenni biografici

Pietro De Nores, nato a Nicosia, in data ignota, appartenne a un prestigioso casato cipriota, forse originario della Normandia. Dopo la conquista turca dell’isola (1571), suo padre Giasone si trasferì con il proprio nucleo familiare in Italia, fermandosi a Padova. Ivi, De Nores senior ebbe dal governo veneziano l’affidamento della cattedra di filosofia morale presso lo Studio e all’attività di docente coniugò l’impegno per la causa di Cipro, ottenendo, nel 1578, dal doge Sebastiano Venier, che Pola venisse assegnata con molti privilegi ai suoi conterranei1.
Nel 1589, probabilmente bandito dai dominî veneziani in seguito a un duello conclusosi con la morte dell’antagonista, Pietro De Nores trovò rifugio forse a Mantova. Suo padre, afflitto dalla vicenda, prima di morire, raccomandò all’amico Gian Vincenzo Pinelli (1535-1601) il destino di sua moglie e dei suoi figli. In seguito, l’umanista inviò Pietro a Roma, dove quest’ultimo giunse il 29 novembre 1591, presentandosi al Generale dei gesuiti, Claudio Acquaviva (1543-1615) e ricevendone protezione2. Dopo l’ascesa di Clemente VIII al soglio pontificio (30 gennaio 1592), grazie al patronato di Acquaviva, De Nores ebbe l’ufficio di scrivere informative riservate per il pontefice; passò poi alle dipendenze dei nipoti del papa e specialmente di Cinzio Aldobrandini, cardinale dal 1593, alla corte del quale afferiva anche il filosofo Francesco Patrizi, già grande amico di Giasone De Nores. Entrambi, insieme a Goffredo Lomellini, Minuccio Minucci e altri letterati, parteciparono all’accademia di «cose politiche» che ebbe sede, nel 1594, presso il domicilio del porporato3. Dopo gli Aldobrandini, Pietro servì i cardinali Ludovico Ludovisi, Maffeo Barberini e Guido Bentivoglio, i duchi di Fiano e, da ultimo, Francesco Barberini, cardinale nipote di Urbano VIII4. Morì a Roma, dopo il 16455.
Del suo epistolario sono conservati frammenti di varia consistenza presso più istituti, fra i quali l’Archivio Segreto Vaticano, la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Bibliothèque Nationale de France (Paris). A Luciano Scarabelli si deve l’edizione della Storia della guerra di Paolo IV contro gli Spagnuoli, lavoro che il cipriota avviò nei primi anni Novanta del secolo, completandolo solo molto più tardi, allorché non ebbe più la preoccupazione di urtare la suscettibilità degli Aldobrandini in merito al loro ruolo, in particolare di Silvestro, padre del pontefice e consigliere di Paolo IV, in favore degli spagnoli. Allo stesso studioso si deve la segnalazione di altre composizioni manoscritte di Pietro De Nores, la maggior parte delle quali indirizzate al nipote Giorgio (1619-1638), figlio di sua sorella Laura. Fra queste ultime figurano: un Modo di scriver le lettere all’uso della segreteria di Roma («pieno di avvertenze di grammatica, di stile, di decoro e di buona creanza» e ove si propone lo studio delle «prose di Bembo, Petrarca e Pier Crescenzio»); «un trattatello della Filosofia morale; un altro del come si acquisti ed usi la Prudenza; Alcune considerazioni sopra qualche passo della Politica» di Aristotele; «Sette lezioni sulla sfera» e un «Discorso storico del regno di Cipri [sic6.

Fonti e Bibliografia

  • Artemio Enzo Baldini, Aristotelismo e platonismo nelle dispute romane sulla ragion di Stato di fine Cinquecento, in Aristotelismo politico e ragion di Stato, Atti del Convegno internazionale (Torino, 11-13 febbraio 1993), a cura di A. E. Baldini, Leo S. Olschki, Firenze 1995, pp. 201-226: 208n, 212n-213n.
  • Jacopo Facciolati, Fasti Gymnasii Patavini […] studio atque opera collecti, Typis Seminarii, apud Joannem Manfrè, Patavii 1757, vol. I, Pars tertia, pp. 315-316.
  • Klaus Jaitner, Die Hauptinstruktionen Clemens' VIII. fur die Nuntien und Legaten an den europaischen Furstenhofen, 1592-1605, im Auftrag des Deutschen Historischen Istituts in Rom, Niemeyer, Tübingen 1984, vol. I, pp. XLIV-XLV.
  • Maria Muccillo, Il platonismo all’Università di Roma: Francesco Patrizi, in Roma e lo Studium Urbis. Spazio urbano e cultura dal Quattrocento al Seicento, Atti del Convegno (Roma, 7-10 giugno 1989), a cura di P. Cherubini, Ministero per i Beni culturali e ambientali. Ufficio centrale per i Beni archivistici, Roma 1992, pp. 200-247: 216n-217n.
  • Angelo Solerti, Vita di Torquato Tasso, E. Loescher, Torino-Roma 1895, vol. I, p. 735n.
  • Giacomo Filippo Tomasini, Gymnasium Patavinum […], ex Typographia Nicolai Schiratti, Utini 1654, p. 323.
  • Memoires pour servir à l'histoire des hommes illustres dans la république des lettres. Avec un catalogue raisonné de leurs ouvrages, chez Briasson, à Paris 1739, vol. 40, pp. 255-260.
  • Luciano Scarabelli, Prefazione, in Pietro Nores, Storia della guerra di Paolo IV contro gli Spagnuoli corredata da documenti, a cura di L. Scarabelli, in «Archivio storico italiano», XII, 1847, pp. IX-XXXIII.
  • Bonifacio Vannozzi, Delle lettere miscellanee […], ad instanza di Gio. Paolo Gelli, in Roma 1608, vol. II, pp. 175-176.

Article written by Gennaro Cassiani | Ereticopedia.org © 2018

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]