Mayorana, Paolo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Paolo Mayorana nasce a Messina intorno al 1572. Presso l’Inquisizione in Sicilia si conservano due cause a suo carico: una del 1607 e del 1609. Nel 1607 viene processato per aver imprecato “Santo Diavolo”, espressione largamente diffusa in Sicilia (Messana, 2012). Tuttavia, il processo viene sospeso per mancanza di prove e Paolo viene inviato nelle carceri vescovili di Messina da cui esce, poco tempo dopo, per volere dell’arcivescovo. Tuttavia, gli inquisitori Fernando Matienzo e Esteban de Torrecilla continuano a raccogliere informazioni sul suo caso e nel 1609, due anni dopo, riuniscono ben tredici testimoni pronti a giurare di aver sentito Paolo bestemmiare contro Cristo e la Madonna. Così, Paolo torna in carcere, dove divide la cella con Francesco Mannarino, cristiano rinnegato reduce dalla Berberia. I nomi dei due detenuti sono oggi visibili in una in una delle celle del piano terra del palazzo Chiaromonte Steri, sede del tribunale siciliano e delle sue carceri.
Dopo 11 anni in carcere, Paolo esce nell’autodafé pubblico del 9 dicembre 1618, indossando il sambenito e la mordaza, lo strumento usato dall’Inquisizione per simboleggiare l’errore di fede commesso con la parola.
La sua sentenza è di cinque anni al remo sulle galere della flotta di Sicilia, ciò significa, di fatto pena di morte. La vita al remo, infatti, è estremamente dura, specialmente per chi, come Paolo, non ha esperienza nelle navi. Tuttavia, è appena iniziata la Guerra dei Trent’anni e la monarchia spagnola ha bisogno di braccia per le galere, così il tribunale inquisitoriale invia molti dei suoi perseguiti al remo, condannandoli così a morte certa.

Riferimenti archivistici

  • Archivio di Stato di Palermo, Tribunale del Sant’Uffizio, Ricevitoria, b. 172, f. 32.
  • Archivo Histórico Nacional de Madrid, Inquisición Sicilia, libro 899, f. 330v.

Bibliografia

  • Maria Sofia Messana, Il Santo Officio dell’Inquisizione. Sicilia 1500-1781, Istituto Poligrafico Europeo, Palermo 2012

Article written by Valeria La Motta | Ereticopedia.org © 2016

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]