Gentili, Pancrazio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Pancrazio Gentili (San Ginesio, 1515 ca. - Ascoli, 1571) è stato un medico ed esule religionis causa.

Membro un'antica famiglia di San Ginesio, nei pressi di Macerata, fratello di Matteo Gentili, studiò medicina a Perugia tra 1536 e 1541. Attorno al 1540 già esercitava prima a Penna San Giacomo, poi (dal 1543) a Borgo San Sepolcro. Dal 1545 fu quindi medico condotto a San Ginesio, partecipando anche alla vita politica del borgo natale, e dal 1557 a Ascoli, dove incappò nelle maglie dell'Inquisizione, venendo arrestato il 27 novembre 1567. A causa di ciò fu sostituito nell'incarico di medico condotto, ma reintegrato nel 1570. Nel processo inquisitoriale (di cui non si conosce esattamente l'esito) fu difeso da una delegazione di oratori, venendo sostenuta la sua causa sia dal Consiglio di Ascoli, sia dalla comunità di San Ginesio, e probabilmente subì solo una lieve condanna, che gli permise il reintegro. L'anno dopo, nel 1571, morì e fu sostituito come medico condotto a Ascoli dal fratello Matteo Gentili, che fu poi esule religionis causa.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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