Offizio sopra la Religione

L'Offizio sopra la Religione (1545-1801) è stato una magistratura della Repubblica di Lucca.

Istituito con legge del Consiglio Generale del 12 maggio 1545, fu di fatto la risposta lucchese alla riorganizzazione dell'Inquisizione romana con la creazione della Congregazione del Sant'Uffizio nel 1542. A Lucca la nuova Inquisizione non fu mai introdotta, restando il potere inquisitoriale nelle mani del vescovo. L'Offizio sopra la religione rappresentò quindi una sorta di inquisizione laica, simile sotto questo aspetto alla magistratura veneziana dei Tre Savi sopra l'eresia, che collaborava con le istituzioni ecclesiastiche alla repressione dell'eresia, a tutela degli interessi dello Stato.

L'Offizio si interessò particolarmente alla circolazione dei libri proibiti nella Repubblica. Non fu l'unica magistratura lucchese che si dedicò al controllo e alla repressione di idee e comportamenti. A Lucca ebbero specifiche competenze in tema anche l'Offizio sopra la Biastima, l'Offizio sopra i beni degli eretici, l'Offizio sopra la giurisdizione, l'Offizio sopra l’Onestà e l'Offizio sopra le scuole.

Alla sua istituzione nel 1545 era composto dal gonfaloniere di giustizia e da tre cittadini eletti annualmente dal Consiglio Generale. Nel 1549 fu decretato che ne facessero parte anche due delegati dal Consiglio dei Trentasei (eletti ogni due mesi). Nel 1566 il numero dei cittadini eletti annualmente dal Consiglio Generale fu incrementato a sei. Nel 1769 nella compagine fu incluso un avvocato.

Bibliografia

  • Marino Berengo, Nobili e mercanti nella Lucca del Cinquecento, Einaudi, Torino 1965.
  • Simonetta Adorni Braccesi , "Una città infetta". La Repubblica di Lucca nella crisi religiosa del Cinquecento, Firenze 1994
  • Isabella Giungato, L'Inquisizione a Lucca tra Cinquecento e Settecento, tesi di laurea inedita, Università degli Studi di Pisa, Facoltà di Scienze Politiche, a.a. 1997/98
  • Giorgio Tori, I rapporti tra lo Stato e la Chiesa a Lucca nei sec. XVI-XVIII. Le Istituzioni, in "Rassegna degli archivi di Stato", XXXVI, fasc. 1, 1976, pp. 37-81

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]