Ormanetto, Niccolò

Niccolò Ormanetto (Verona, 1515/1516 - Madrid, 17 o 18 giugno 1577) è stato un vescovo e diplomatico papale.

Biografia

Frequentò sin da giovanissimo il circolo del vescovo di Verona Gian Matteo Giberti e in tale ambito conobbe Marcantonio Flaminio, Tullio Crispolti e altri. Si addottorò in utroque iure presso lo Studio di Padova il 5 gennaio 1538.
Nel 1541 Giberti lo inviò a Roma per presentare a Paolo III le Constitutiones della diocesi.
Si aggregò quindi al circolo viterbese del cardinal Reginald Pole, rientrando a Verona nel 1543. Fu presente alla morte del Giberti (30 dicembre 1543), che poco prima di morire lo aveva nominato arciprete di Bovolone.
Nel 1549 fu conclavista del cardinale Ercole Gonzaga.
Nel 1553 fu incluso tra gli assistenti del cardinal Pole designato legato in Inghilterra da Giulio III. Fu quindi a Bruxelles, dove sostò il Pole, poi in Inghilterra. Nell'agosto/settembre 1557 svolse per conto del Pole una delicata missione presso Paolo IV. Dopo la morte del Pole tornò ad occuparsi della sua parrocchia di Bovolone. Assistette il cardinale Bernardo Navagero al concilio di Trento nel 1563; l'anno successivo fu nominato da Carlo Borromeo suo vicario nell'arcivescovado di Milano. Si era ormai compiuto il suo passaggio nel fronte intransigente: nel 1566 Pio V lo chiamò a sé a Roma e nel 1570 lo nominò vescovo di Padova. Dal 1572 alla morte, avvenuta nel 1577, fu nunzio in Spagna.

Bibliografia

  • Thomas F. Mayer, Reginald Pole: prince & prophet, Cambridge University Press, Cambridge-New York 2000, pp. 316–320
  • Stefania Pastore, Ormanetto, Niccolò, in DBI, vol. 79 (2013)
  • Paolo Preto, Un aspetto della riforma cattolica nel Veneto: l’episcopato padovano di Niccolò Ormanetto, in "Studi veneziani", XI, 1969, pp. 325-363
  • Daniele Santarelli, Il papato di Paolo IV nella crisi politico-religiosa del Cinquecento. Le relazioni con la Repubblica di Venezia e l’atteggiamento nei confronti di Carlo V e Filippo II, Aracne editrice, Roma 2008, pp. 160 e 185

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]