Crivelli, Melchiorre

Melchiorre Crivelli (Milano, 1486? - Milano, 1561) è stato un inquisitore domenicano.

Fu nominato da Leone X Inquisitore generale della diocesi di Milano il 26 agosto 1518. Malgrado la documentazione sia frammentaria, sembra che la sua attività inquisitoriale fu abbastanza intensa, soprattutto negli anni trenta e quaranta. Nel 1538 pubblicò un indice dei libro proibiti, il primo testo di questo genere apparso in Italia, che fu approvato e reso esecutivo dal Senato milanese (con decreto del 3 dicembre 1538).

Nel 1540 fu nominato vescovo di Tagaste (diocesi in partibus infidelium) e suffraganeo del vescovo di Vercelli Pietro Francesco Ferrero; nel 1544 il cardinale Ippolito II d'Este, arcivescovo di Milano non residente, lo nominò vescovo suffraganeo e visitatore generale della diocesi.
Dal 1550 ebbe una serie di contrasti col nuovo arcivescovo Giovanni Angelo Arcimboldi, che pretendeva di imporre il controllo arcivescovile sull'attività dell'Inquisizione, in seguito ai quali fu rimosso dal suo incarico di Inquisitore e sostituito da Bonaventura Castiglione, che nel 1553 fu nominato dalla Congregazione del Sant'Uffizio commissario dell'Inquisizione per lo Stato di Milano.

Fu confermato come vescovo suffraganeo di Milano dal cardinal Carlo Borromeo nel 1560. Morì nell'anno seguente.

Bibliografia

  • Agostino Borromeo, Crivelli, Melchiorre, in DBI, vol. 31 (1985)
  • Agostino Borromeo, Il domenicano Melchiorre Crivelli inquisitore e vescovo «suffraganeo» di Milano (1486?-1561), in "Studia Borromaica", IX, 1995, pp. 49–64

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]