Gigli, Matteo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Matteo Gigli (Lucca, 17 febbraio 1499 - Lucca, 1568) è stato un patrizio, diplomatico, mercante ed eretico lucchese

Soggiornò a Roma negli anni venti, lasciando la città del papa dopo il sacco del 1527. Già membro di un cenacolo erasmiano ed ammiratore di Bernardino Ochino, che nel 1538 predicò a Lucca, fu definitivamente "convertito" alle idee della Riforma da Pier Martire Vermigli durante il suo passaggio a Lucca nel 1541-42. In seguito ebbe stretti rapporti con Aonio Paleario, maestro di scuola a Lucca dal 1546. Ormai tra i membri più importanti della "Ecclesia Lucensis", nel settembre 1549 il Consiglio cittadino ne propose il bando da Lucca, ma senza successo.
Accusato di eresia anche nel 1555 nell'ambito dell'indagine contro il cardinal Giovanni Morone, fu incarcerato dal Consiglio cittadino nel settembre 1558. Trasferito a Roma nelle prigioni di Tor di Nona, ottenne la scarcerazione dopo la morte di Paolo IV pagando un riscatto di 1000 scudi d'oro.

Nonostante la fama di eterodosso, Gigli ricoprì le più alte cariche nel governo della città (sedette per sette volte tra gli Anziani e fu per quattro volte gonfaloniere, due volte dopo la sua carcerazione, nel 1562 e nel 1568, anno in cui morì) e fu ambasciatore presso Carlo V e presso Paolo III.

Bibliografia

  • Processo Morone2, vol. 1, p. 185, nota 46
  • Simonetta Adorni Braccesi, Gigli, Matteo, in DBI, vol. 54 (2000)

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]