Clementi, Marziale

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Marziale Clementi, padovano, fu perseguitato per eresia dall'Inquisizione tra il 1567 e il 1568. Il suo processo si divide in un fase padovana (dal 15 aprile 1567 al 21 luglio 1568) e in una fase veneziana (dal 19 agosto al 26 ottobre 1568), che si concluse con una dichiarazione di inabilità dell'inquisito alla tortura.

Dagli atti del processo si evince che l'inquisito aveva studiato tra il 1540 e il 1545 a Salerno, dove aveva fatto parte della cerchia del principe Ferrante Sanseverino.

Trovato in possesso di varia libellistica antiromana, a sfondo profetico e pasquinesco, Clementi fu oggetto di numerose accuse, tra le quali di sostenere che il papa fosse l'Anticristo, di negare l'esistenza del Purgatorio, di negare il valore delle messe, delle indulgenze e delle scomuniche, di negare i miracoli e il culto dei santi, di negare la presenza reale del corpo e sangue di Cristo nell'eucarestia, di affermare che non era lecito perseguitare gli eretici. Durante la carcerazione a Padova, tentò di convincere altri detenuti che non esistessero né il Purgatorio né l'Inferno.

Nei suoi interrogatori emergono i nomi, oltre che di Ferrante Sanseverino e dei componenti della sua cerchia salernitana (tra i quali il medico Alessandro Fortunato), di patrizi veneziani come Alvise Cornaro e Antonio Barbarigo, della nobildonna genovese Caterina Sauli, del letterato Sperone Speroni.

Bibliografia

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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