Crescenzi, Marcello

Marcello Crescenzi (Roma, ca. 1500 - Verona, 26 maggio 1552) è stato un canonista, cardinale e arcivescovo.

Biografia

Nobile romano, si laureò in utroque iure presso l'università di Bologna.
Auditore di Rota dal 1529, e dal 1534 vescovo dei Marsi, fu creato cardinale da Paolo III il 2 giugno 1542. Nel 1546 fu poi nominato arcivescovo di Conza (rinunciando al vescovado dei Marsi).
Crescenzi era un tipico prelato libertino rinascimentale: non risiedette mai nelle sue diocesi, aveva una figlia illegittima ed il suo palazzo romano era noto per essere un luogo dove trionfavano lusso e piaceri mondani.
A partire dalla sua nomina cardinalizia fu molto legato d'amicizia a Ignazio di Loyola.
Molto potente in curia, sia sotto Paolo III sia sotto Giulio III, fautore di una linea riconciliante tra istanze papali e imperiali e intransigente sulle materie di fede, facendo valere le proprie competenze giuridiche partecipò sia alle varie fasi organizzative sia alle sedute del concilio di Trento sin dalla sua apertura con un ruolo importante, e fu legato papale alla riapertura del concilio nel 1551.
Cedette la presidenza del concilio a Sebastiano Pighini il 26 gennaio 1552 perché nettamente avverso all'ammissione dei luterani a Trento.
Morì il 26 maggio 1552 a Verona, dove si era trasferito alla nuova sospensione del concilio.

Alla fine del 1550 era stato incluso tra l'altro nella Congregazione del Sant'Uffizio, anche se la sua partecipazione ad essa fu molto effimera dato l'impegno tridentino.

Opere

  • Decisiones R. P. D. Marcelli Crescentii Rotae auditoris… super causis, per RR. DD. Auditores in eodem sacro palatio relatis ex communibus et concordibus eorundem votis et suffragiis…, Romae, apud Marcum Antonium Murettum, 1589 (II ediz.: Roma 1605; III ediz.: Roma 1617)

Bibliografia

Links

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2013

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]