Forlano, Lunardo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Lunardo Forlano è stato un cardatore del XVI sec., perseguitato dall'Inquisizione veneziana.

Tra gli ultimi seguaci dell'eresia millenarista di Benedetto corazzaro, nel 1573 subì un processo inquisitoriale a Venezia insieme a Domenico di Lorenzo, Biagio Lancillotti e Benedetto Floriani. Il gruppo di artigiani, interpretando messianicamente i mosaici dei fratelli Zuccato sull'Apocalisse a San Marco, attendeva la venuta di un personaggio salvifico che avrebbe unificato unificato l'Europa e il mondo mediteranneo, ponendo fine ai conflitti religiosi e convertendo i Turchi.
In una sua lettera a Giovanni Battista Ravaioli, suo genero, trasferitosi a Forlì, dell'aprile 1573 (poco prima di subire il processo inquisitoriale) alludeva ai mosaici e indicava in un patrizio veneziano del casato dei Priuli, la figura salvifica.
L'Inquisizione veneziana, con sentenza eseguita il 19 settembre 1573 in piazza San Marco, condannò Lunardo e gli altri tre imputati ad essere rinchiusi per due ore in una gabbia recante un cartello nel quale si esponevano le loro eresie.

Bibliografia

  • Carlo Ginzburg, Due note sul profetismo cinquecentesco, in "Rivista storica italiana", 78/1, 1966, pp. 185-227.
  • John J. Martin, Venice's hidden enemies: Italian heretics in a Renaissance city, University of California Press, Berkeley 1993, in part. pp. 201-205.
  • Ottavia Niccoli, "Prophetie di musaicho". Figure e scritture gioachimite nella Venezia del Cinquecento, in Forme e destinazione del messaggio religioso. Aspetti della propaganda religiosa nel Cinquecento, a cura di Antonio Rotondò, Olschki, Firenze 1991, pp. 197-227.

Voci correlate

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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