Dall'Armi, Ludovico

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Ludovico Dall'Armi (Bologna, 1515 ca. - Venezia, 14 maggio 1547) è stato un patrizio bolognese filoprotestante, agente in Italia di Enrico VIII, re d'Inghilterra.

Fu figlio del patrizio bolognese Gasparo Dall'Armi e nipote dei diplomatici pontifici Tommaso e Lorenzo Campeggi.
Si rifugiò a Siena nel 1539 dopo aver commesso un omicidio. Servì il governatore della città Antonio Piccolomini, duca di Amalfi, salvo poi ordire una congiura, fallita, contro di lui.
Dal 1544 fu agente di Enrico VIII in Italia, col compito, principalmente, di reclutare soldati per il re inglese (insieme al conte veronese Bernardo da San Bonifacio). Ordì anche un progetto di assassinare il cardinal Pole, in conflitto con Enrico VIII. Divenuto scomodo per le sue trame e le sue violenze, in seguito all'assassinio di un patrizio veneziano a Ravenna fu arrestato dalle autorità della Serenissima. Condannato a morte, fu decapitato in piazza San Marco a Venezia il 14 maggio 1547.

Bibliografia

  • Processo Morone2, vol. 1, pp. 652-53, nota 60
  • Vanna Arrighi, Dall'Armi, Ludovico, in DBI, vol. 32 (1986)
  • Aldo Stella, Utopie e velleità insurrezionali dei filoprotestanti italiani, in "Bibliothèque d'Humanisme et Renaissance", XXVII, 1965, pp. 133-182

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]