Filalteo, Lucillo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Lucillo Filalteo Maggi (Brescia 1510 - Torino, 1570) è stato un medico ed umanista.

Membro della famiglia Maggi di Brescia, rimase presto orfano del padre, condannato a morte per alto tradimento, con confisca dei beni familiari. Ebbe un'educazione umanistica molto raffinata e apprese presto a padroneggiare il latino e il greco (come ben testimoniano sia il suo epistolario giovanile sia la sua attività di traduttore). Assunse sin dagli anni giovanili come cognome lo pseudonimo umanistico di Filalteo (amante della verità). Non è certo se il nome Lucillo fosse il suo nome originario oppure fosse anch'esso uno pseudonimo.
Dopo una prima formazione a Brescia, studiò presso la Scuola di San Marco della Cancelleria Ducale di Venezia, dove fu allievo dell'Egnazio e si avvicinò alla filosofia aristotelica, poi presso lo Studio di Padova, dove fu allievo dell'averroista Marcantonio Zimara. A Padova si immatricolò nel 1527, ma fu presto espulso dopo esser stato coinvolto in risse tra studenti vicentini e bresciani. Approdò quindi a Bologna, dove fu allievo di Lodovico Boccadiferro e si laureò nel 1535 in medicina, entrando subito a far parte del Collegio dei medici cittadino.
Abbandonò tuttavia Bologna poco dopo e, dopo vari spostamenti, per almeno un triennio fu medico personale di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto, governatore spagnolo di Milano, seguendolo nei suoi spostamenti militari. Cessato da questo incarico, dal 1545 fu quindi lettore di filosofia e medicina presso lo Studio di Pavia.
A Pavia strinse amicizia, che si rivelò intensa e duratura, con Girolamo Cardano, come lui si affiliò all'Accademia degli Affidati e assunse un ulteriore pseudonimo, quello di Stilteo (di natura mercuriale). Tra la fine del 1562 e l'inizio del 1563 subì un processo inquisitoriale e fu incarcercato, ma infine assolto. Amareggiato da questa vicenda e dai rancori accademici, nel 1568 si trasferì da Brescia a Torino, dove fu al servizio del duca di Savoia Emanuele Filiberto e insegnò presso lo Studio della città. Morì a Torino nel 1570.

A Filalteo è ispirata la figura di Lucilius, co-protagonista del dialogo Carcer di Cardano insieme a Hieronymus, alter ego del Cardano stesso.

Bibliografia

  • Maria Luisa Baldi, Consolatio" e "defensio". Note su Cardano, Filalteo e Gratarolo, in Libertinismo erudito: cultura lombarda tra Cinque e Seicento, a cura di Andrea Spiriti, Franco Angeli, Milano 2011, pp. 44-65.
  • Silvia Fazzo, Lucilio Filalteo interlocutore del Carcer, in Girolamo Cardano. Le opere, le fonti, la vita, a cura di Marialuisa Baldi e Guido Canziani, Franco Angeli, Milano, pp. 427-443.

Article written by Daniele Santarelli & Domizia Weber | Ereticopedia.org © 2020

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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