Davidico, Lorenzo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Paolo Lorenzo Castellino de David, meglio noto come Lorenzo Davidico (Castelnovetto, 1513 – Vercelli, 29 agosto 1574), è stato un prelato perseguitato dall'Inquisizione romana.

Biografia

Davidico fu un personaggio curioso ed emblematico della sua epoca, diviso tra aspirazioni alla santità e ambizioni materiali, predicazione eterodossa, nel solco delle dottrine di Battista da Crema, e collaborazione all'azione inquisitoriale.

Dopo i primi studi a Vercelli, si trasferì a Roma presso un parente legato agli ambienti curiali: frequentò la corte di Clemente VII, servì la famiglia Pucci e studiò di teologia e diritto civile. Nel 1534 si trasferì da Roma a Milano, entrando nella neonata Congregazione dei chierici regolari di San Paolo (barnabiti), fondata da Antonio Maria Zaccaria, di cui vestì l'abito nel 1536. Nel 1545, per la sua "vanagloria" ed ambizione ad arricchirsi, subì il primo richiamo per non osservanza delle regole della Congregazione e nel 1547 ne fu espulso.
Passò a Roma, stringendo importanti legami alla corte di Paolo III, continuando a viaggiare ed acquisendo fama di ottimo predicatore.
Nel 1548 pubblicò a Bologna uno Specchio del vivere christiano, libello andato perso. Durante questo soggiorno bolognese conobbe Giovanni Morone. Tra 1550 e 1552 pubblicò i trattatelli Anotomia delli vitii, Il vittorioso trionfo di Maria Vergine contra luterani e il Trattato della communione, lo Steccato spirituale, la Navicella di l'anima, il Monte d'oratione, il Compendiolum cuius titulus est Thesaurus animae, la Giostra spirituale e il Gioiello del vero christiano e lo Sperone de tepidi.
Nel 1550 denunciò all'Inquisizione Andrea Ghetti da Volterra e Giuliano Brigantino da Colle Val d'Elsa.
Giulio III gli attribuì il titolo di predicatore apostolico (con deleghe inquisitoriali) con breve del 12 settembre 1550.
Nel 1552 pubblicò a Perugia altri due trattatelli, il Fatto de l'arme interiore e lo Sperone de' tepidi, seguiti nel 1553 dal Candore della catholica verità. A Perugia fondò altresì una confraternita per laici. Chiamato dal cardinal Giovanni Morone alla diocesi di Novara come vicario, ne fu espulso dopo appena tre mesi per malversazione. Probabilmente per vendicarsi cominciò a segnalare il Morone come eretico all'Inquisitore di Perugia Matteo Lachi e al cardinale Rodolfo Pio di Carpi membro del Sant'Uffizio. Allusioni all'eresia del Morone sono contenute anche negli Opuscoli, stampati nel 1554 a Perugia e dedicati al vescovo di Ceneda Michele della Torre. Nel 1555 fece stampare a Roma La Davidica o Caccia Villano.
Nell'estate di quell'anno fu arrestato per ordine dell'Inquisizione. Riacquisì la libertà solo alla morte di papa Paolo IV nell'agosto 1559 (allorché il popolo romano assaltò il palazzo dell'Inquisizione a Ripetta, permettendo la fuga dei prigionieri). Riprese quindi i viaggi e l'attività di predicazione.
Nel 1562 pubblicò il Columba anima, dedicandolo a Pio IV. Nel 1567 fece stampare a Padova un trattatello sull'educazione dei fanciulli.
Nel 1569 pubblicò a Vercelli lo Spassatempo de'gentiluomini. Trascorse gli ultimi anni di vita a Vercelli, come curato della parrocchia di S. Agnese, e vi morì nel 1574.

Bibliografia

  • Processo Morone2, vol. 1, pp. 38 sgg.
  • Massimo Firpo, Nel labirinto del mondo. Lorenzo Davidico tra santi, eretici, inquisitori, Olschki, Firenze 1992
  • Massimo Firpo, Dario Marcatto, I processi contro don Lorenzo Davidico. Edizione critica, Archivio Segreto Vaticano, Città del Vaticano 2011
  • Dario Marcatto, Il processo inquisitoriale di Lorenzo Davidico (1555-1560), Olschki, Firenze 1992
  • Carlo von Flüe, Davidico, Lorenzo, in DBI, vol. 33 (1987)

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Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2014

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]