Vivonne, Jean de

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Jean de Vivonne (Pisany, 1530 - Saint-Maur-les-Fossés, 7 ottobre 1599) è stato un diplomatico francese.

Dopo aver svolto missioni diplomatiche in Turchia , Germania, Inghilterra e Scozia, nel febbraio 1571 fu inviato a Roma per richiedere la liberazione del conte di Caiazzo, Gian Galeazzo Sanseverino, incarcerato per eresia. Vivonne fu molto abile e la missione, pur resa complicata dalla presenza di un papa intransigente come Pio V, fu accompagnata dal successo: nel mese di settembre il conte di Caiazzo fu liberato.
Dal 1572 al 1582 fu ambasciatore francese in Spagna. Nell'aprile 1585 giunse di nuovo a Roma come ambasciatore ordinario del re di Francia presso il papa (in sostituzione di Paul de Foix). Nell'agosto 1585 dovette subire la rappresaglia di Sisto V contro il re di Francia, che aveva rifiutato di ricevere il nunzio Fabio Mirto Frangipani: il 25 agosto papa Peretti decretò che l'ambasciatore francese dovesse lasciare Roma entro 5 giorni. Poté farvi rientro solo un anno dopo, nell'agosto 1586. Fu di nuovo obbligato a lasciare la città di Roma in seguito alla scomunica comminata dal papa ad Enrico III dopo che questi aveva ordinato l'assassinio del conte di Guisa e del cardinale di Lorena. Rientrato in Francia, si schierò dalla parte di Enrico di Navarra, divenuto nel 1589 re Enrico IV. Nel 1592 questi lo inviò di nuovo a Roma per trattare a suo nome, ma papa Clemente VIII si rifiutò di riceverlo. Negli ultimi anni fu precettore del giovane principe Enrico di Condé.

Bibliografia

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]