Nogueras, Jaime Gilberto

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Jaime Gilberto Nogueras (Daroca, Aragón, 1525 - Roma, 15 maggio 1566) è stato un vescovo, consultore del Sant'Uffizio, poi lui stesso perseguitato per eresia.

Cappellano di Maria d'Asburgo (sorella di Carlo V), si trasferì al suo seguito nel 1551 a Vienna, dove fu cappellano (dal 1554) di Ferdinando d'Asburgo re dei Romani (dal 1558 imperatore) e amministratore della diocesi della città (1556-58). Nel 1557 ottenne il dottorato in teologia presso l'Università di Ingolstadt. Nel 1559/1560 si trasferì a Roma, dove fu stimato alla corte di Pio IV. Nel 1560 fu incluso tra i consultori del Sant'Uffizio. Fece parte (dal febbraio 1561) della commissione incaricata da Pio IV di rivedere l'Indice dei libri proibiti di Paolo IV. Nominato vescovo di Alife, s'incardinò nella diocesi l'8 agosto 1561. In quello stesso 1561 Alife fu saccheggiata dai soldati di Filippo II e dalle truppe pontificie, dopo che il suo feudatario, il conte Ferrante Diaz Garlon, era stato fatto decapitare per volontà per volontà papale l'anno precedente. I cittadini fuggirono, Alife non si riprese che alcuni secoli dopo. Monsignor Nogueras fu il primo presule che si trasferì a vivere in Piedimonte in un'abitazione presa in fitto, perché Alife oltre a giacere devastata era in preda alla malaria. Partecipò poi all'ultima fase del concilio di Trento (1562-63), ove sostenne che "i vescovi non erano stati né eletti, né istituiti, né chiamati da san Pietro, ma direttamente da Gesù". Inoltre dichiarò che "la fede cattolica è la più sana, ma i costumi degli eretici più puri". Tuttavia, poco tempo dopo la sua carriera subì una brusca inversione, in quanto, ritornato in diocesi di Alife fu accusato, dal vescovo di Caiazzo Fabio Mirto Frangipane, di haeretica pravitate e di rifiuto di amministrare i sacramenti ai fedeli. Per di più le cose volsero in peggio con l'elezione papale di Pio V. Il 30 settembre 1565, il popolo di Alife, riunitosi in assemblea nella chiesa di Santa Caterina assieme al sindaco Petronio Florio e al correttore Francesco Carlone, fece redigere dal notaio Ercole de Parrillis un atto contro il vescovo Nogueras, chiedendone l'immediata destituzione. Con un successivo atto, stilato sempre il 30 settembre 1565 dal notaio de Parrillis, il clero della diocesi di Alife nominò per proprio procuratore il dottor Luigi Droghi, di Roma, per notificare al Pontefice e all'Inquisizione gli scandali del Nogueras. Il 27 maggio 1566 papa Pio V incaricò il commissario Gaspare Giorgio di istruire un processo contro il Nogueras, accusato anche di simonia. Destituito dal governo diocesano, fu condotto forzatamente a Roma nelle carceri dell'Inquisizione, da dove uscì solamente per gravissime condizioni di salute. Portato nell'ospedale di Santo Spirito in Roma, vi morì il 15 maggio 1566.

Bibliografia

  • Francesco Gargiulo, Giacomo Gilberto Nogueras vescovo di Alife, 1525-1566: contributo alla conoscenza di uno scrittore ecclesiologico e padre al Concilio di Trento, Biblioteca internazionale editrice, Firenze 1969 .
  • Herman H. Schwedt, Die Anfänge der Römischen Inquisition. Kardinäle und Konsultoren 1542 bis 1600, Herder, Freiburg 2013, pp. 186-187.
  • Riccardo Ugo Villani, La terra dei sanniti pentri, Stampa Sud, Curti 1983, pp. 344-345.

Testi on line

Article written by Armando Pepe & Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2020

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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