Este, Ippolito II d'

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Ippolito II d'Este (Ferrara, 24 agosto 1509 - Roma, 2 dicembre 1572) è stato un cardinale e arcivescovo.

Biografia

Figlio di Alfonso I duca di Ferrara e di Lucrezia Borgia (pertanto nipote di papa Alessandro VI), fu un tipico grande prelato del Rinascimento, accumulando benefici ed onori. Fu un grande mecenate. Nel 1519, a dieci anni non ancora compiuti, fu nominato arcivescovo di Milano: non fece mai residenza nell'arcidiocesi, di cui fu titolare fino al 1550. Fu nominato cardinale da Paolo III il 20 dicembre 1538. Dal 1536 al 1539 e dal 1540 al 1549 risiedette in Francia: la sua famiglia era legata ai Francesi ed il legame era rafforzato dal matrimonio di Ercole II d'Este con Renata di Francia. Nel 1539 fu nominato arcivescovo di Lione (mantenne la carica fino al 1551; ma fu di nuovo arcivescovo di Lione dal 1562 al 1564) e nel 1551 arcivescovo di Auch (mantenne la carica fino al 1563, rinunciandovi a favore del nipote Luigi d'Este). Sotto il papato di Giulio III fu governatore di Tivoli e cardinale molto influente in curia. Particolarmente odiato dal cardinal Carafa, lasciò Roma dopo che questi venne creato papa. Paolo IV inveì pubblicamente contro di lui, accusandolo di simonia (reato papa Carafa equivaleva all'eresia) e difinendolo "Simon mago". Rientrò a Roma all'elezione di Pio IV, che, tra l'altro, lo incluse, per un breve periodo, tra i cardinali del Sant'Uffizio: lo si trova presente per la prima volta ad una riunione della Congregazione il 27 luglio 1563, ma il 2 agosto 1564 Pio IV riorganizzò il Sant'Uffizio e il cardinale d'Este cessò di farne parte.

Bibliografia

  • Lucy Byatt, Este, Ippolito d', in DBI, vol. 43 (1993)
  • Daniele Santarelli, La riforma della Chiesa di Paolo IV nello specchio delle lettere dell’ambasciatore veneziano Bernardo Navagero, in “Annali dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici”, XX, 2003/2004, pp. 81-104
  • Herman H. Schwedt, Die Anfänge der Römischen Inquisition. Kardinäle und Konsultoren 1542 bis 1600, Herder, Freiburg 2013, pp. 124-125
  • Jean Tricon, Un archevêque de Lyon au XVIe s., Hippolyte d’Este, in "Revue des études italiennes", 5, 1958, pp. 147–166

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]