Sadoleto, Iacopo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

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Iacopo Sadoleto (Modena, 12 luglio 1477 – Roma, 18 ottobre 1547) è stato un cardinale e umanista.

Biografia

Patrizio modenese, figlio del giurista Giovanni Sadoleto, che dal 1488 si trasferì a Ferrara con la famiglia per insegnarvi diritto civile, intraprese gli studi giuridici su impulso del padre per poi essere attratto dagli studia humanitatis. Trasferitosi a Roma, fu a lungo al servizio del cardinale Oliviero Carafa; dopo la morte di questi nel 1511 e fino al 1513, fu quindi al servizio di Federico Fregoso, che lo ospitò nella sua abitazione romana (che era ritrovo di artisti come Raffaello e umanisti e letterati come Pietro Bembo), e fu segretario ai brevi sotto Leone X e sotto Clemente VII.

Nel 1517 ottenne il vescovado di Carpentras. Abbandonò Roma per l'insicurezza della città poco prima del sacco del maggio 1527 per risiedere nella sua diocesi (dove in precedenza si era recato solo per un breve periodo nel 1523), restandovi continuativamente fino al 1535.

Il 22 dicembre 1536 fu nominato cardinale da Paolo III e da lui incluso nella commissione che redasse il Consilium de emendanda ecclesia. Nel 1538 accompagnò Paolo III a Nizza, dove il pontefice incontrò Francesco I e Carlo V, ritirandosi quindi di nuovo a Carpentras. Nel 1542 fu legato papale a Francesco I e nel 1543 accompagnò Paolo III all'incontro con Carlo V a Busseto.

Nel 1544 affidò il governo della diocesi di Carpentras al congiunto Paolo Sadoleto (figlio di un suo cugino e da tempo suo fidato segretario), nominandolo suo coadiutore, e si ristabilì a Roma, dove morì il 18 ottobre 1547.

Schierato su posizioni vicine al gruppo degli "spirituali", sostenne con vigore la riconciliazione con i protestanti, tant'è che la sua opera teologica più nota, il Commentario sulla lettera di San Paolo ai Romani (1535), gli attirò sospetti di eresia, fu tacciata di pelagianesimo e fu censurata dai teologi della Sorbona subito dopo la sua apparizione. Nel 1539 ospitò Reginald Pole e Ludovico Beccadelli a Carpentras. Nel 1542 appoggiò Gasparo Contarini allorché questi si attivò per riconciliare gli eterodossi di Modena con la Chiesa romana imponendo loro la firma del formulario di fede da lui redatto. La sua rinuncia al vescovado di Carpentras fu dettata dalla difficoltà di contrastare l'avanzata del dissenso religioso nella regione, dal suo imbarazzo nei confronti delle politiche repressive e dai suoi pessimi rapporti con il legato papale e arcivescovo di Avignone Alessandro Farnese.

Raffinatissimo umanista, insieme a Pietro Bembo fu il principale alfiere del ciceronismo cinquecentesco. Scrisse opere poetiche, filosofiche, teologiche, pedagogiche.

Bibliografia

  • Richard M. Douglas, Jacopo Sadoleto, 1477-1547, Harvard University Press, Cambridge (Mass.) 1959.
  • Francesco Lucioli, Jacopo Sadoleto umanista e poeta. Con l'edizione dei Carmi, Roma nel Rinascimento, Roma 2014.
  • Francesco Lucioli, Sadoleto, Iacopo, in DBI, vol. 89 (2017) (e bibliografia ivi).
  • Processo Morone2, vol. I, pp. 129-130 e nota 26 ivi.
  • Wolfgang Reinhard, Die Reform in der Diözese Carpentras unter den Bischöfen Jacopo Sadoleto, Paolo Sadoleto, Jacopo Sacrati und Francesco Sadoleto 1517–1596, Aschendorff, Münster 1966.
  • Paolo Simoncelli, Evangelismo italiano del Cinquecento. Questione religiosa e nicodemismo politico, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, Roma 1979, pp. 100-115.

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Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2013-2020

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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