Sirleto, Guglielmo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Guglielmo Sirleto (Guardavalle, Stilo, 1514 - Roma, 6 ottobre 1585) è stato un umanista e cardinale, membro influente della Congregazione dell'Indice a partire dalla sua istituzione.

Biografia

Calabrese, figlio di un fisico, studiò a Napoli e a Roma, ricevendo una poderosa educazione umanistica (conosceva alla perfezione il greco e l'ebraico, che più tardi insegnò a Roma). Molto amico dei cardinali Seripando e Cervini, assistette quest'ultimo nella prima fase del concilio di Trento. Cervini poi gli assegnò in custodia la Biblioteca Vaticana. Fu tutore di Antonio e Alfonso Carafa, nipoti di Paolo IV, che furono entrambi cardinali. Da Paolo IV fu nominato protonotario apostolico nel 1557. Stimato molto anche da Pio IV e da Carlo Borromeo (che fu suo allievo), fu nominato cardinale il 12 marzo 1565. Vescovo di San Marco dal 1566, e di Squillace dal 1568, diocesi alla quale rinunciò nel 1573 a favore del nipote Marcello Sirleto, fu inserito da Pio V nella Congregazione dell'Indice alla sua istituzione nel 1571. Morì nel 1585.

Come membro della Congregazione dell'Indice fu un attento censore della diffusione delle Bibbie in volgare e, in generale, di tutti i testi in contrasto con la Tradizione. Difese anche l'autenticità della Donazione di Costantino, contro le opinioni di Carlo Sigonio, Cesare Baronio e Roberto Bellarmino. Si occupò delle edizioni del Catechismo Tridentino, della Vulgata e del Corpus Iuris Canonici. Possedette una ricchissima biblioteca; i suoi manoscritti e la sua corrispondenza sono conservati presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Bibliografia

  • Simon Ditchfield, Sirleto, Guglielmo in DSI, vol. 3, p. 1437
  • Léon Dorez, Recherches et documents sur la bibliothèque du cardinal Sirleto, in «Mélanges d’archéologie et d’histoire», XI, 1891, pp. 457-491
  • Pio Paschini, Guglielmo Sirleto prima del cardinalato, in Id., Tre ricerche sulla storia della chiesa nel Cinquecento, Edizioni liturgiche, Roma 1945.
  • Processo Morone2, vol. 1, p. 413, nota 40

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]