Cortese, Gregorio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

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Gregorio (al secolo Giovan Battista Andrea) Cortese (Modena o Venezia, 1480 ca.- Roma, 21 settembre 1548) fu un umanista, teologo e cardinale.

Biografia

Suo padre era ambasciatore estense a Venezia, dove forse egli nacque.
Nel 1508 si fece monaco benedettino, entrando nel monastero di San Benededetto di Polirone (S. Benedetto Po) nei pressi di Mantova, dove fu maestro di teologia di diversi noti protagonisti della Riforma in Italia, quali Benedetto Fontanini, Isidoro Clario, Luciano degli Ottoni, Giorgio Siculo.
Nel 1516 fu trasferito in un monastero nelle isole Lérins, da dove si recò spesso in Liguria, incontrando spesso Gian Battista Folengo, e legandosi con Federico e Ottaviano Fregoso. In questi anni poté leggere i testi luterani grazie a una dispensa papale, per confutarli.
Fu quindi nominato nel 1526 abate di San Pietro a Modena e nel 1528 di San Pietro a Perugia. Nel 1532 fu trasferito a San Giorgio Maggiore a Venezia, dove ritrovò Benedetto Fontanini.
Negli anni veneziani Cortese frequentò e si legò d'amicizia con personaggi illustri come Gasparo Contarini, Gian Matteo Giberti, il cardinale Ercole Gonzaga, Pietro Bembo, Marcantonio Flaminio, Reginald Pole e Alvise Priuli. Frequentò anche Gian Pietro Carafa.
Nel 1536 si trasferì a Roma su chiamata di Paolo III per far parte della commissione incaricata di redigere il Consilium de emendanda ecclesia. Desideroso di ritornare agli studi nel 1538 si ristabiliva nel convento di San Benedetto di Polirone.
Il 2 giugno 1542 fu nominato cardinale da Paolo III, insieme a Tommaso Badia e a Giovanni Morone.
Poco dopo si recò a Modena, collaborando con il cardinal Morone che doveva far fronte alla crescita dei movimenti ereticali nella città. Nel 1545 fu incluso tra i membri del Sant'Uffizio.
Morì a Roma nel 1548.

Bibliografia

  • Gigliola Fragnito, Cortese, Gregorio in DBI, vol. 29 (1983)
  • Gigliola Fragnito, Il Cardinale Gregorio Cortese nella crisi religiosa de Cinquecento. in "Benedictina", XXX, 1983

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Voci correlate

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2013

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]