Morelli, Giuseppe

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Giuseppe Morelli da Montemilone fu condannato a morte dalla Congregazione del Sant'Uffizio per aver detto messa senza possedere gli ordini sacri. Il 22 agosto 1761 fu impiccato a Roma a Campo de' Fiori e il suo cadavere venne quindi bruciato.

La sua esecuzione, descritta peraltro nei dettagli nei registri della Compagnia di San Giovanni Decollato, ispirò una Distinta relazione della consegna fatta nella gran sala del S. Offizio di Roma al Tribunale del Governo dal Supremo Tribunale della S.V. Inquisizione di Giuseppe Morelli da Monte Milone diocesi di Macerata celebrante non promosso recidivo, e della sentenza di morte contro il medesimo eseguita, pubblicata dalla stamperia romana Bernabò e Lazzarini, che ebbe un certo successo.

Bibliografia

  • Andrea Del Col, L’Inquisizione in Italia. Dal XII al XXI secolo, Mondadori, Milano 2006, pp. 628-630.
  • Domenico Orano, Liberi pensatori bruciati in Roma dal XVI al XVII secolo, Bastogi, Foggia 1980 [1904], pp. 126-132.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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