Thiene, Giulio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Giulio Thiene (Vicenza, 4 novembre 1502 - Ginevra, post 4 novembre 1588) è stato un aristocratico ed eretico, esule religionis causa.

Membro di una delle più importanti famiglie della nobiltà vicentina, sin dal 1530 fu tra i principali protagonisti del dissenso religioso a Vicenza, organizzando e guidando un folto gruppo di dissidenti religiosi, attivo per un oltre un ventennio. Frequentò negli anni trenta il circolo intellettuale di Fulvio Pellegrino Morato, che fu potente tramite per la diffusione del calvinismo tra le famiglie aristocratiche di Vicenza. Fu amico di Celio Secondo Curione, che gli dedicò il suo trattato Della honesta et christiana creanza de figliuoli, consegnato manoscritto a Fulvio Pellegrino Morato a Ferrara prima della fuga di Curione dall'Italia nel 1542 e poi pubblicato a Basilea nel 1549.
Nel 1551 Pietro Manelfi riferiva nella sua delazione a proposito di Giulio Thiene e di sua moglie Eleonora Camposampiero (che Giulio aveva sposato nel 1540 e da cui ebbe tre figli, due maschi e una femmina): "costui ha dato recapito a molti sfratati et è grande inimico della Chiesa, et ha tenuto un tempo Fanino [Fanino Fanini], brugiato in Ferrara, in casa sua. Il medesmo è la moglie, come so per molti ragionamenti havuti con esso da me a lui nel tempo ch'io ero Lutherano. Et una volta li parlai insieme col Bagozza [Giovan Maria Bagozzo], Lutherano anco lui, in Vicenza in diversi luochi"1.
Tra la fine del 1555 e l'inizio 1556 Giulio abbandonò Vicenza con i figli, dopo aver ucciso, in circostanze non note, la moglie del fratello Brunoro e sorella di sua moglie. Riparò dapprima a Lione, quindi alla fine del 1557 si trasferì a Ginevra, comprandovi casa insieme a Giovan Battista Trento. A Ginevra conobbe la seconda moglie Jeanne du Puy. La figlia Vittoria sposò a Ginevra nel 1557 Niccolò Balbani, che dal 1561 fu ministro della comunità italiana. Nel 1560 Giulio lasciò la città, vendendo la casa precedentemente acquistata, soggiornando prima a Strasburgo e quindi a Spira. Nel 1570, dopo la morte della seconda moglie, si ritrasferì a Ginevra, ospite della figlia Vittoria.
Il 4 aprile 1570 subì una sentenza di confisca dei beni familiari da parte dell'Inquisizione di Vicenza, cui cercò vanamente di opporsi. Dieci anni dopo subì un'analoga sentenza da parte dell'Inquisizione di Cremona.
Prima di morire a Ginevra in data non nota, redasse due testamenti, il primo il 22 febbraio 1583 ed il secondo il 4 novembre 1588.

Bibliografia

  • Giorgio Caravale, Thiene, Giulio, in DBI, vol. 95 (2019) (e bibliografia ivi).
  • Giovanni Mantese, La famiglia Thiene e la Riforma protestante a Vicenza nella seconda metà del secolo XVI, in "Odeo olimpico", VIII, 1970, pp. 81-186.
  • Achille Olivieri, Riforma ed eresia a Vicenza nel Cinquecento, Herder, Roma 1992.

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2020

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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