Carino, Giulio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Giulio Carino, frate bresciano appartenente all'ordine carmelitano, condannato a morte dall'Inquisizione romana, fu strangolato nelle carceri del Sant'Uffizio a Roma il 23 luglio 1584, come riportano gli atti della Confraternita romana di S. Giovanni Decollato. Insieme a lui furono giustiziati il frate milanese Camillo Lomaccio e Leonardo di Andrea Cesalpini.

Bibliografia

  • Luigi Amabile, Il Santo Officio della inquisizione in Napoli, Lapi tip. ed., Città di Castello 1892, vol. I, p. 18.
  • Domenico Orano, Liberi pensatori bruciati in Roma dal XVI al XVII secolo, Bastogi, Foggia 1980 [1904], pp. 83-84.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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