Dati, Giuliano

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

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Giuliano Dati (Firenze, 1445? - Roma, 1523) è stato un chierico ed autore di testi in volgare a tema religioso, storico e d'attualità.

Biografia

Giuliano Dati nacque attorno al 1445 a Firenze, figlio di Cecilia di Filippo Mazzuoli e Domenico di Bardo, discendente di una famiglia che svolse un discreto ruolo nella vita politica di Firenze (l'avolo Manetto di Dato di Bencivenni fu priore della città nel decennio 1380). Forse dopo essersi sposato1, Dati lasciò la Toscana per recarsi a Roma dove indossò mansioni clericali varie tra cui, fin dal 1485 - primo dato biografico certo -, la funzione di penitenziere in San Giovanni in Laterano, funzione poi svolta in San Pietro; nel 1518 fu nominato vescovo della diocesi di San Leone in Calabria pur rimanendo a Roma perché la nomina era puramente onorifica, la diocesi essendo priva di cattedrale e di fedeli. Rimase a Roma fino alla morte, avvenuta nel 1523 e di cui si trovava traccia sulla lapide sepolcrale collocata in Santa Dorotea, oggi persa.

Opere

Giuliano Dati scrisse in maggior parte opere di carattere didattico; la forma da lui prediletta, quella del cantare in ottava rima, gli permetteva una diffusione larga del testo in quanto i cantari venivano declamati in piazza dai cantastorie, abitudine ancora largamente diffusa alla fine del Quattrocento.

Cominciò con la produzione di agiografie (Historia e leggenda di san Biagio, Leggenda di santa Barbara, Storia di san Job profeta) per poi attingere a temi della tradizione storiografica (Trattato di Scipione Africano) e ad eventi o figure dell'attualità nella sua Storia dei re di Francia, ne La Magna Lega, nel Diluvio di Roma del 1495 e nella Storia della inventione delle nuove insule de Cannaria indiane. Una parte della sua produzione letteraria è anche dedicata alla città di Roma (Aedificatio Romae, Trattato de Santo Ianni Laterano) e ad opere dagli scopi pratici (Stazioni e indulgenze di Roma e la Calculatione delle eclissi, un calendario liturgico degli anni 1494-1523). Una delle opere più famose di Dati è la Passione di Cristo, composta per le rappresentazioni inscenate al Colosseo in occasione del venerdì santo.

Oltre alla parafrasi in ottava rima della cosiddetta "lettera della scoperta" di Colombo (Formisano 1992), Dati dedicò altri due componimenti a terre lontane ed esotiche: il Primo cantare dell'India (anche intitolato La gran magnificentia del Prete Gianni) e il Secondo cantare dell'India.

Di particolare interesse è la sua Storia della inventione delle nuove insule de Cannaria indiane in quanto rappresenta il primo testo letterario in lingua italiana sulla recente scoperta di Colombo – allora soltanto considerata come scoperta in quanto metteva in luce la possibilità di una rotta ad ovest verso le cosiddette Indie occidentali o, appunto, le "Cannarie indiane".

La Storia della inventione delle nuove insule de Cannaria indiane, cantare composto da 68 ottave, costituisce la prima e principale matrice di diffusione della notizia della scoperta tra il pubblico non colto in Italia2, i lettori dotti avendo invece a disposizione la traduzione latina effettuata nell'aprile 1493 da Leandro de Cosco 33. Un'altra possibilità era di leggerla nella lingua originale: una copia manoscritta della lettera scritta in castigliano da Cristoforo Colombo a due funzionari regi (Luis de Santángel e Gabriel Sánchez) datata 4 marzo 1493 circolava in Italia fin dall'aprile 1493 (circolazione larga, della lettera stessa o almeno della notizia, testimoniata da numerose fonti private: a Firenze tra il 25 e il 31 marzo, a Milano a fine marzo-inizio aprile, presso la curia romana a metà aprile, a Siena in data 25 aprile 1493, ecc.). Difficile determinare con certezza la versione usata dallo stesso Dati per la sua volgarizzazione, ma si tratta sicuramente di una traduzione latina: quella del De Cosco (disponibile sotto forma manoscritta a partire dal 29 aprile 1493 per chi, come Dati, frequentava la curia romana), oppure di un'altra traduzione, oggi andata persa, che avrebbe avuto come testo di riferimento l'altra "lettera della scoperta", di contenuto pressapoco identico a quella indirizzata a Sánchez e Santángel, ma questa volta destinata ai sovrani spagnoli Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona.

Più che di un lavoro di traduzione o di parafrasi in versi volgari, quello svolto da Dati è proprio un lavoro di riscrittura nel senso in cui propone una rielaborazione della lettera di Colombo. Si tratta di una volgarizzazione in senso largo, non solo linguistico, che rende il testo il più accessibile possibile4.

Formisano (1992) suggerisce anche una lettura di tipo politico della Storia della inventione delle nuove insule de Cannaria indiane che, allo stesso modo della traduzione latina di De Cosco, venne pubblicata proprio nei giorni in cui arrivava a Roma un'ambasceria spagnola. All'ottava XII, Dati menziona esplicitamente questa missione diplomatica, subito dopo un lungo elogio dei due aragonesi - Alessandro VI e re Ferdinando - elogio non riconducibile al testo originale di Colombo: il tono fortemente encomiastico del cantare richiama un piano più generale di propaganda a favore dei sovrani castigliani che, proprio con questa missione diplomatica presso la curia romana, cercano di far riconoscere la propria precedenza sulla rotta atlantica.

Bibliografia

Per una bio-bibliografia dettagliata si veda la voce Dati, Giuliano di Paola Farenga e Giovanna Curcio in DBI, vol. 33 (1987).

Il testo della Storia della inventione delle nuove insule de Cannaria indiane venne stampato il 15 giugno 1493 a Roma, e conobbe altre ristampe a Firenze nello stesso anno e due anni dopo. Sono tuttora disponibili edizioni originali, oltre a varie ristampe moderne:

  • Gustavo Uzielli, La lettera dell'isole che ha trovato nuovamente il Re di Spagna. Poemetto in ottava rima di G.Dati, Commissione per i testi di Lingua, Bologna 1873
  • Guglielmo Berchet, Fonti italiane per la storia della scoperta del Nuovo Mondo, Ministero della Pubblica Istruzione, Roma 1892, Parte III, vol.II Narrazioni Sincrone, pp.8-25
  • Giuliano Dati, La storia della inventione delle nuove isole di Channaria indiane, Mario Ruffini (a cura di), Bottega d'Erasmo, Torino 1967
  • Giuliano Dati, The History of the Discovery of the New Indian Islands of the Canaries (La Storia della inventione delle nuove insule di Channaria indiane). A Selection from the Repertorium Colombianum, Luciano Formisano (a cura di), the Hermon dunlap Smith Center for the History of Cartography, The Newberry Library, Chicago 1989
  • Martin Davies, Columbus in Italy. An Italian Versification of the Letter on the Discovery of the New World. With Facsimiles of the Italian and Latin Editions of 1493, The British Library, London 1991. Poi tradotto in italiano da Leo Olschki e Osvaldo Baldacci in : Martin Davies, La scoperta del Nuovo Mondo, la divulgazione in Italia dell'impresa attraverso due testi del 1493, L.S.Olsckhi editore, Firenze 1992
  • Cristoforo Colombo, La lettera della scoperta. Febbraio-Marzo 1493, Luciano Formisano (a cura di), Liguori editore, Napoli 1992, pp.173-197
  • Renato Lefevre, Dalle prime cronache ai “cantari” di Giuliano Dati, nel 500° dell'impresa colombiana, Fondazione Marco Besso, Roma 1992, vol. X, pp.111-152
  • Aa.Vv., La scoperta nelle relazioni sincrone degli Italiani, Gabriella Airaldi (a cura di), Nuova Raccolta Colombiana vol.V, Roma 1996, pp.55-76

Letteratura secondaria sulla Storia della inventione delle nuove insule de Cannaria indiane:

  • Cristoforo Colombo, La lettera della scoperta. Febbraio-Marzo 1493, Luciano Formisano (a cura di), Liguori editore, Napoli 1992: si veda l'Introduzione (pp.5-52 e in particolare pp.50-52)
  • Claudia Giobbo, La lettera di Cristoforo Colombo a Gabriel Sánchez nelle ottave di Giuliano Dati, in "Geografia", n.VIII, 1985, pp.7-13
  • Pio Paschini, Un parroco romano in sui primi del Cinquecento, in "Rivista di studi e di vita romana", n.I, 1928, pp.19-25
  • Gabriella Airaldi, Dalla scoperta alla conquista – l'esperienza americana nelle testimonianze italiane, in La scoperta nelle relazioni sincrone degli Italiani, Gabriella Airaldi (a cura di), Nuova Raccolta Colombiana vol.V, Roma 1996

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Article written by Fiona Lejosne | Ereticopedia.org © 2014

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]