Balbi, Girolamo

Girolamo Balbi (Venezia 1450 ca. - Gurk 1535) è stato un umanista italiano di fama europea, noto soprattutto per le sue aspre polemiche e per le accuse di eresia, oscenità, plagio, comportamenti sconvenienti e sodomia.

Biografia

Infanzia e prima educazione

Il cognome paterno – Accellini (Azalini) – fu subito messo da parte da Girolamo, che preferì fregiarsi del più illustre cognome Balbi (celebre famiglia veneta, che fa risalire le sue origini al VI secolo). Sono però poche e frammentate le notizie sulla sua origine, infanzia ed educazione. Sappiamo che il Balbi divenne presto discepolo dell'altrettanto controverso Pomponio Leto, e che compì parte della sua formazione a Padova.

A Parigi

Poco più che trentenne, abbandonò l'Italia recandosi a Parigi, facendosi notare (ottene anche una cattedra) tra gli umanisti francesi e italiani trapiantati in Francia. Ebbe un'accesa disputa – a più fasi – con Guillaume Tardif (autore di più orationes antibalbicae), ma fu il Balbi che principalmente volle accusare l'avversario di essere un letterato impreciso e un retore fanfarone (Rhetor Gloriosus, per usare il titolo di una sua opera fortemente allusiva al personaggio di Tardif). Entrò in contrasto anche con gli italiani Cornelio Vitelli e Pubblio Fausto Andrelini, anch'egli discepolo di Leto. Se questi, in un primo tempo, accusò il colpo e fu costretto alla fuga (il Balbi lo accusò di eresia), è pur vero che riuscì a mettere a sua volta in fuga Girolamo, che dovette lasciare Parigi alla volta dell'Inghilterra, mentre l'avversario lo sbeffeggiava nella celebre De fuga Balbi.

A Vienna e a Praga

Balbi riuscì – attraverso contatti e amicizie – a farsi concedere una cattedra (creata ad hoc) a Vienna, ma ben presto dovette lasciare la città nuovamente a causa delle sue furenti liti con altri docenti, che egli accusava di ignoranza. Dopo altre peripezie e disavventure, fu invitato a insegnare lettere umane e diritto romano a Praga, che dovette abbandonare dopo poco tempo (verso l'inizio del 1500), perché accusato di eresia.

In Ungheria

Durante il primo decennio del secolo XVI, Balbi fece carriera in Ungheria, riuscendo ad ingraziarsi la famiglia reale. Iniziò quindi la sua carriera diplomatica ed ecclesiastica (fu nominato vescovo di Gurk), e iniziò a viaggiare e spostarsi di frequente (Austria, Italia etc.). Fu celebre, in questi anni, la sua avversione nei confronti di papa Alessandro VI. Continuò tale carriera verosimilmente fino alla morte. Dopo la sua morte, la sua orazione De Coronatione fu messa all'indice, poiché sosteneva che il papa non avesse ragioni per incoronare l'imperatore.

La poetica

All'interno della sua vasta produzione, Balbi ci lascia numerosi carmi ed elegie latine, in cui dimostra una notevole originalità, soprattutto in ambito erotico e osceno, per lo più ancora leggibili in edizione settecentesca.

Bibliografia

  • Giovanni degli Agostini, Notizie istorico-critiche intorno la vita, e le opere degli scrittori viniziani, Simone Occhi, Venezia 1754, vol. II, pp. 240-280
  • Gerhard Rill, Girolamo Balbi, in DBI, vol. 5 (1963)
  • Aa.Vv., Biografia universale antica e moderna ossia Storia per alfabeto, Missaglia, Venezia 1822, vol. IV, pp. 182-183
  • Joseph von Retzer, Nachrichten von dem Leben und den Schriften des ehemaligen Bischofs von Gurk Hieronymus Balbi, Joseph Stahel, Wien 1790

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Article written by Antonello Fabio Caterino | Ereticopedia.org © 2016

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]