Ramusio, Giovanni Battista

Giovanni Battista Ramusio (Treviso 1485 – Padova 1557) è stato un segretario della Repubblica di Venezia e un geografo. A lui si deve la raccolta in tre volumi Navigationi et viaggi, pubblicata a Venezia dai Giunti tra il 1550 e il 1559.

Biografia

Ramusio nacque il 24 giugno 1485 a Treviso, dove suo padre, Paolo Ramusio, svolgeva funzioni di giureconsulto presso il podestà Antonio Venier. La famiglia Ramusio, di origine riminese, si era trasferita poco prima nel Veneto: Paolo e suo fratello Girolamo arrivarono a Padova durante gli anni ’60 del Quattrocento, probabilmente per motivi di studio.
Come il padre e lo zio – partito per Damasco nel 1483 in veste di medico del console di Venezia1 – Giovanni Battista entrò presto al servizio della Repubblica: nel 1505 venne assunto in Cancelleria tra gli “straordinari”, nomina che si mutò in un posto fisso da “ordinario” il 30 aprile 1513. La prima missione documentata assegnatagli è quella di segretario dell'ambasciatore Alvise Mocenigo, mandato presso il Re di Francia nell’ottobre 1505. Le poche informazioni riguardanti la partecipazione di Ramusio a questa ambasceria si trovano nei Diarii di Marino Sanudo.
Si tratta, inoltre, dell'unico viaggio di Ramusio per il quale disponiamo di informazioni accertate. Tuttavia, forse perché Ramusio divenne poi il rinomato autore della raccolta di letteratura odeporica Navigationi et viaggi, molti altri viaggi gli vennero attribuiti dai suoi contemporanei o in biografie postume. Una lettera di Paolo Manuzio, non datata ma ascrivibile al 1553-54, evoca, infatti, viaggi a Roma, in Svizzera e in altri paesi nemici della Repubblica2. L'editore Tommaso Giunti stesso, nel secondo volume delle Navigationi et viaggi (pubblicato postumo nel 1559), riconduce la diligenza di Ramusio nello studiare geografia al fatto di “haver nella sua giovanezza praticato molti anni in diversi paesi, mandatovi per honorati servitij da questa Illustrissima republica”3. Ulteriori testi riferiscono anche viaggi più lontani, con destinazioni in Africa. Nessuna fonte permette tuttavia di avallare questi ipotetici spostamenti di Ramusio.

La carriera di Ramusio in Cancelleria è più documentata. Oltre ai Diarii di Sanudo, che contengono puntuali informazioni sulle varie missioni da lui assunte (fino al 1533, anno in cui muore il diarista), l'Archivio di Stato di Venezia contiene informazioni sulle varie tappe della carriera di Ramusio e sulle funzioni affidategli nell'organizzazione quotidiana della Cancelleria veneziana. Dopo la regolarizzazione come “ordinario”, Ramusio fu promosso al grado di segretario del Senato il 30 gennaio 1516, e a quello di segretario del Consiglio dei Dieci il 7 luglio 1553. La prima di queste promozioni fu sicuramente favorita dal sostegno del patrizio che aveva accompagnato il debutto di Ramusio nell'ambiente diplomatico, Alvise Mocenigo. La seconda, che occorse quasi trent'anni più tardi, può esser letta come il riconoscimento per i servizi effettuati presso la Repubblica. Corrispondeva allora alla tappa più alta del cursus honorum di un segretario della Cancelleria veneziana4. Non si trattava però di una nomina soltanto onorifica: all'epoca, i segretari assegnati agli affari del Consiglio dei Dieci erano soltanto quattro, anche se l'istituzione svolgeva un'intensa attività. Infatti, la presenza di Ramusio in Cancelleria aumenta negli anni di servizio presso il Consiglio dei Dieci, a partire dal 1553, fino a pochissimi mesi prima della morte, avvenuta il 10 luglio 1557 a Padova dove si era ritirato poco prima (l'ultima presenza in Cancelleria è attestata nel maggio dello stesso anno).

Opere

Benché di origine straniera e non nobile, la famiglia Ramusio godeva di una discreta fama nella Venezia del Quattro e Cinquecento e questo grazie alla produzione culturale dei suoi esponenti. Paolo e Girolamo si erano distinti come traduttori – il primo del De re militari di Roberto Valturio (Verona 1483), il secondo del Canone di Avicenna, anche se in una versione che rimase incompiuta.
L'apice della fama dei Ramusio fu raggiunto da Giovanni Battista che, con la pubblicazione delle Navigationi et viaggi nel decennio 1550, fornì all'Europa dell'età moderna la prima summa sulle esplorazioni allora in corso.
La raccolta comprende oltre cinquanta racconti di viaggio e trattati geografici che riguardano tutti gli spazi allora esplorati dagli Europei. Ramusio – a differenza dei predecessori come Angelo Trevisan (Libretto de tutta la navigatione, Venezia 1504) o Fracanzio da Montalboddo (Paesi novamente retrovati, Vicenza 1507) – raggruppa in una stessa opera testi sull'Africa, l'America e l'Asia, così come su zone allora meno note dell'Europa, come la Norvegia descritta dal patrizio Piero Querini, naufragato sulle isole Lofoten.
La ripartizione del materiale testuale tra i tre volumi della raccolta non segue la classica divisione tripartita del mondo – alla quale, da qualche decennio, veniva aggiunta una “quarta parte del mondo” – ma segue una struttura del tutto innovativa e mai più riprodotta. Ramusio propone una divisione di questi testi odeporici e geografici secondo la potenza europea dominante negli spazi descritti: Portogallo per il primo volume, Repubblica di Venezia per il secondo e Spagna per il terzo. Ramusio sottolinea, così, la doppia dimensione politica delle esplorazioni: sia la capacità di percorrere varie zone del mondo che la produzione e diffusione di informazioni su questi spazi sono prerogative appartenenti ai principi. A loro, così come ai “dotti e studiosi”, Ramusio dedica la sua opera.

Le Navigationi et viaggi sono il risultato di un'intensa attività di raccolta di testi svolta in collaborazione con l'editore-stampatore Tommaso Giunti, ma anche con molti altri esponenti del mondo intellettuale veneto – come Pietro Bembo o il medico veronese Girolamo Fracastoro, a cui viene dedicata l'intera raccolta. Ramusio approfittò anche delle numerose opportunità offertegli dalla sua posizione nella Cancelleria veneziana per ottenere testimonianze orali e scritte, a volte inedite. Seppe anche stringere amicizie con persone che costituivano fonti preziose di informazioni e che conoscevano di prima mano gli spazi oggetto di studio, quale Gonzalo Fernández de Oviedo, funzionario della corona spagnola nonché autore del Sumario de la natural historia de las Indias e della Historia general y natural de las Indias. Vari documenti sulla corrispondenza tra Oviedo e Ramusio ci sono rimasti, ma non lasciano trasparire l'origine della loro relazione: fu forse Andrea Navagero a metterli in contatto durante la sua missione diplomatica in Spagna nel 1524-28. Con Oviedo, Ramusio si cimentò anche nell'attività mercantile: assieme al patrizio Antonio Priuli, nel 1538 istituirono una compagnia commerciale tra Italia e Nuovo Mondo. L'impresa ebbe però vita breve.

Le Navigationi et viaggi appaiono come il punto d'arrivo di un percorso intellettuale e culturale che cominciò all'inizio del secolo con una partecipazione di Ramusio alle attività editoriali di Aldo Manuzio e dei suoi eredi. Inoltre, negli anni ’30 del Cinquecento, Ramusio partecipò con molta probabilità alla pubblicazione di quattro testi sul Nuovo Mondo5. Queste opere manifestano la volontà di rendere accessibile a un ampio pubblico i racconti delle esplorazioni portoghesi e spagnole. I volumi sono di piccolo formato (tutti degli in-quarto), quindi facilmente maneggiabili e probabilmente venduti a un prezzo accessibile. Il Libro primo e il Libro secondo vennero anche corredati di carte, grazie alle quali il lettore si può “informare di tutto questo mondo nuovo, luogho per luogho, come se lui medesimo vi fusse stato”, come indicato nel colophon del Libro secondo.

Le Navigationi et viaggi, pur inserendosi nella stessa logica del progetto degli anni 1530, si presentano sotto una forma ben meno accessibile in termini pratici (si tratta di tre volumi in-folio che, nelle loro edizioni originali, contengono tra 155 e 456 fogli l'uno) e seguono un'impostazione scientifica più complessa. L'intento è stato ridefinito: allo scopo di una diffusione ampia si aggiunge la volontà di offrire basi solide all'elaborazione di un sapere geografico. Le fonti raccolte erano fonti affidabili, costituite da testi il cui contenuto era garantito da una preparazione editoriale svolta con rigoroso metodo filologico, esplicitato dai discorsi introduttivi di Ramusio. Raccolti in uno stesso volume, i testi potevano direttamente essere confrontati tra di loro. Si poteva, così, elaborare un sapere che, benché basato su esperienze individuali, offriva alte garanzie di affidabilità.

Dopo la morte di Ramusio, come auspicato dal compilatore, il progetto delle Navigationi et viaggi venne continuato: il secondo e terzo volumi furono varie volte ampliati fino all'edizione completa del 1606. Ramusio ebbe vari emuli nel campo della geografia – per esempio in Inghilterra con Hakluyt (The Principall Navigations, 1588-89 e 1598-1600) – ma non solo, poiché fornì anche la materia per l'elaborazione di un pensiero comparatistico in numerose discipline tale il pensiero politico (Jean Bodin), la geopolitica (Giovanni Botero) o le scienze naturali (Ulisse Aldrovandi).

Bibliografia

Edizioni moderne delle Navigationi et viaggi

Bibliografia selettiva su Ramusio e le Navigationi et viaggi

  • George B. Parks, Ramusio's Literary History, in “Studies in Philology”, vol. 52, n° 2, aprile 1955, pp. 127-148.
  • George B. Parks, The Contents and Sources of Ramusio's Navigationi, in “Bulletin of the New York Public Library”, n° 59, 6, giugno 1955, pp. 279-313.
  • Massimo Donattini, Giovanni Battista Ramusio e le sue Navigationi. Appunti per una biografia, in “Critica Storica”, XVII n.s., I, 1980, pp. 55-100.
  • Massimo Donattini, Una famiglia riminese nella società e cultura veneziana: i Ramusio, in Dante Bolognesi (ed.), Ravenna in età veneziana. Materiali presentati al convegno di studio, svoltosi nei giorni 9 - 11 dic. 1983, Longo, Ravenna 1986, pp. 279-294.
  • Michel Korinman, Les idéostratégies de Ramusio, in I° simposio interdisciplinar de estudos portugueses, Actas, Universidade Nova de Lisbona, Lisbona 1987, vol. II, pp. 63-75.
  • Sylviane Albertan-Coppola e Marie-Christine Gomez-Géraud, La collection des Navigationi et viaggi (1550-1559) de Giovanni Battista Ramusio : mécanismes et projets d'après les paratextes, in “Revue des études italiennes”, n°36, 1990, pp. 59-70.
  • Arthur Holzheimer e David Buisseret, The “Ramusio” Map of 1534. A Facsimile Edition, The Newberry Library, Chicago 1992.
  • Luciana Stegagno Picchio, 'Navigationi et viaggi' di Giovanni Battista Ramusio, in Alberto Asor Rosa (ed.), Letteratura italiana Einaudi. Vol. II, Le Opere, Einaudi, Torino 1993, pp. 479-515.
  • Marica Milanesi, Giovanni Battista Ramusio e le "Navigazioni e viaggi" (1550-1559), in Renzo Zorzi (ed.), L'epopea delle scoperte, Leo S.Olschki, Firenze 1994, pp. 75-101.
  • Andrea Del Ben, G. B. Ramusio cancelliere e umanista, con l'edizione di quarantacinque lettere al Bembo, Edizioni Goliardiche, Trieste 2004.
  • Marica Milanesi, El mundo visto desde Venecia en el siglo XVI. Ramusio y Gastaldi, in El mundo de las mapas. Cuadernos de la Fundacion M. Botin, n° 7, 2005, pp. 131-160.
  • Piero Falchetta, Giambattista Ramusio, le mappe cinesi di Marco Polo e il mappamondo di Fra Mauro, in Vladimiro Valerio (ed.), Cartografi veneti. Mappe, uomini e istituzioni per l'immagine e il governo del territorio, Editoriale Programma, Padova 2007, pp. 115-118.
  • Fabio Romanini, Se fussero più ordinate, e meglio scritte… Giovanni Battista Ramusio correttore ed editore delle Navigationi et viaggi, Viella, Roma 2007.
  • Eugenio Burgio e Mario Eusebi (eds.), Giovanni Battista Ramusio "editor" del Milione. Trattamento del testo e manipolazione dei modelli: atti del Seminario di ricerca, Venezia, 9-10 settembre 2010, Editrice Antenore, Roma-Padova 2011.
  • Massimo Donattini, Ombre imperiali. Le Navigationi et viaggi di G.B.Ramusio e l'immagine di Venezia, in Massimo Donattini, Giuseppe Marcocci e Stefania Pastore (eds.), L'Europa divisa e i nuovi mondi. Per Adriano Prosperi, Vol. II, Edizioni della Normale, Pisa 2011, pp. 33-44.
  • Toni Veneri, Giovanni Battista Ramusio, molto più di uno spettatore. Le quinte delle Navigazioni e viaggi, in “Italica”, vol. 88, 2011, pp. 162-201.
  • Marica Milanesi, 'Come dicono gl'istorici antichi…'. Nearco come fonte nelle Navigazioni di Giovanni Battista Ramusio (1550-1559), in “Geographia antiqua”, n°XXII, 2013, pp. 69-75.
  • Olga Okuneva, Essai sur la carte de G. Gastaldi "Brasil" insérée dans Delle navigationi et viaggi de G. B. Ramusio (1556 ; 1565 ; 1606), in “Terra brasilis (Nova Série)”, n°2, 21 giugno 2013, Url : *terrabrasilis.revues.org/743
  • Margaret Small, Displacing Ptolemy? The textual geographies of Ramusio's Navigazioni e viaggi, in Keith Lilley (ed.), Mapping Medieval Geographies, Cambridge University Press, Cambridge 2013, pp. 152-172.
  • Fiona Lejosne, Les lieux du compilateur : les Navigationi et viaggi de G.B. Ramusio (1550-1559), in “Belgeo : revue belge de géographie”, 2014 :2, 17 décembre 2014, Url: *belgeo.revues.org/12909
  • Giovanni Battista Ramusio, Dei viaggi di Messer Marco Polo, Samuela Simion e Eugenio Burgio (eds.), Edizioni Ca' Foscari, Venezia 2015, Url : *doi.org/10.14277/6969-00-06/FMM-5

Article written by Fiona Lejosne | Ereticopedia.org © 2016

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]