Contarini, Gasparo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

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Gasparo Contarini (Venezia, 16 ottobre 1483 - Bologna, 24 agosto 1542) è stato un patrizio e diplomatico veneziano e cardinale.

Biografia

Contarini fu un personaggio centrale della storia veneziana nonché della storia religiosa del Cinquecento, brillante umanista ossessionato in gioventù dalla ricerca di una via “personale” alla salvezza ultraterrena, che non escludeva anzi valorizzava l'impegno civile e il servizio alla patria ma che sfociò infine nell'assimilazione della dottrina della giustificazione per fede.
Fu eletto ambasciatore a Carlo V nel settembre del 1520, ma assunse le sue piene funzioni solo nell'aprile 1521 (rientrò a Venezia nel novembre 1525). Il suo primo incontro con il giovane imperatore avvenne a Worms mentre questi era impegnato nella celebre dieta convocata per affrontare il problema luterano. Dovette seguire la corte imperiale nei suoi vari spostamenti dettati dalle necessità del momento: dalla Germania al rientro nelle Fiandre, infine in Spagna. Proprio durante il suo soggiorno spagnolo iniziò la stesura del trattato De magistratibus et Reipublica Venetorum (iniziato appunto attorno al 1524 e completato a Venezia dieci anni più tardi), opera in cui Venezia era descritta come l'esempio più riuscito della realizzazione di uno Stato misto, la più perfetta organizzazione politica della storia. Un personaggio dunque poliedrico che conciliava gli studi teologici ed umanistici con l'attività politico-diplomatica e la riflessione politica stessa, che fu in seguito ambasciatore veneziano presso papa Clemente VII all'indomani del sacco di Roma (nominato nel gennaio 1528, assunse le funzioni nel maggio dello stesso anno) e negoziatore della pace di Bologna del gennaio 1530.
Contarini era ormai asceso ai vertici dell'amministrazione veneziana e poteva aspirare al dogado quando, il 21 maggio 1535, papa Paolo III, grande ammiratore della sua cultura e del suo sapere teologico, lo nominò cardinale, assegnandogli anche il vescovado di Belluno. Paolo III lo incluse poi come presidente della commissione cardinalizia incaricata di redigere il Consilium de emendanda ecclesia.
Da allora in poi e sino alla morte, Contarini fu il punto di riferimento del nascente partito curiale degli “spirituali”, partecipando l'anno prima di morire alla dieta di Ratisbona (1541) in cui si adoperò per un accordo che riportasse i protestanti all'obbedienza romana. Il suo atteggiamento conciliante suscitò l'indignazione dei cardinali più zelanti, ma Paolo III non ne tenne conto ed al suo rientro da Ratisbona lo inviò legato papale a Bologna (nominato il 27 gennaio 1542, entrò in città il 25 marzo), dove morì il 24 agosto 1542.

Uno dei suoi ultimi atti fu la redazione di un Formulario di fede (conosciuto anche come Katechesis sive christiana instructio o più semplicemente Catechismus) che fu sottoscritto dagli eterodossi modenesi nel settembre 1542. Il testo fu pubblicato per la prima volta in una raccolta di scritti contariniani stampata a Firenze "apud Laurentium Torrentinum" nel 1553 e in seguito incluso nella sua Opera omnia.

Pochi giorni prima di morire Contarini incontrò Bernardino Ochino, di passaggio a Bologna (17 agosto 1542). Ochino era stato appena convocato a Roma per conto dell'Inquisizione e mai vi si recò, fuggendo all'estero: il celebre frate sostenne che fu proprio Contarini a consigliarlo ad emigrare.

Bibliografia

  • Francesca Cavazzana Romanelli, Gaspare Contarini e il suo tempo, Edizioni Studium cattolico veneziano, Venezia 1988
  • Gigliola Fragnito, Contarini, Gaspare in DBI, vol. 28 (1983)
  • Gigliola Fragnito, Gasparo Contarini: un magistrato veneziano al servizio della cristianità, Olschki, Firenze 1988
  • Elisabeth G. Gleason, Gasparo Contarini. Venice, Rome, and Reform, University of California Press, Berkeley - Los Angeles - Oxford 1993

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Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2013

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]