Severi, Francesco

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Francesco Severi (Argenta, prima decade del XVI sec. - Ferrara, estate 1570), noto anche come l'Argenta dal suo luogo di origine, è stato un medico e umanista, processato e condannato a morte dall'Inquisizione in quanto seguace di Giorgio Siculo.

Docente presso l'Università di Ferrara, fu arrestato il 3 dicembre 1567 nell'ambito della nuova ondata di persecuzione dei seguaci del Siculo avviata dopo l'elezione papale di Pio V.
Sottoposto a tortura nel febbraio 1568, cedette e rivelò molti particolari sulla setta del monaco siciliano. Condannato in un primo momento al "carcere perpetuo", nel 1569 poté riprendere la professione medica, curando Alfonso d'Este, ed anche, brevemente, l'insegnamento universitario.

Tuttavia il suo caso si complicò irrimediabilmente dopo che egli inviò un memoriale a Pio V per dolersi del trattamento avuto da parte dei frati dell'Inquisizione ferrarese. I frati in questione, sentendosi toccati nell'onore, fecero ulteriori indagini su di lui e scoprirono una sua prima abiura segreta (probabilmente fatta nelle mani di Girolamo Papino, come fu per Nascimbene Nascimbeni). Il che ne faceva un relapso. Condannato quindi alla pena capitale, fu decapitato ed il suo cadavere fu arso sul rogo.

Tutte le sue opere furono distrutte. Di lui si conserva solo un epigramma in latino.

Bibliografia

  • Adriano Prosperi, L'eresia del Libro Grande. Storia di Giorgio Siculo e della sua setta, Feltrinelli, Milano 2000, ad indicem, in part. pp. 267 sgg.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]