Bossio, Francesco

Francesco Bossio (Milano, inizio XVI secolo - Novara, 18 settembre 1584) è stato un giurista ed un vescovo della Chiesa Cattolica impegnato, in accordo con il cardinal Borromeo, nell'applicazione dei decreti tridentini.

Francesco Bossio nacque all’inizio del XVI secolo a Milano da Egidio, patrizio milanese, e Angela de’ Pieni. Terminati gli studi di carattere giuridico, nel 1560 fu inviato a Roma insieme alla delegazione che aveva il compito di porgere le congratulazioni al neoeletto Pio IV che lo nominò avvocato concistoriale e referendario delle due Segnature.
Durante la permanenza a Roma intrecciò rapporti sia con il senese Bonsignore Cacciaguerra, sia con i barnabiti milanesi, sia, infine, con Carlo Borromeo.
Con quest’ultimo, di cui divenne stretto collaboratore, si recò a Bologna dove ricoprì la carica di vicelegato e governatore apostolico fino alla fine del 1566 e dove conobbe anche il Cardinale Gabriele Paleotti.
Nel 1567 ritornò a Roma in qualità di vicario del Borromeo per la basilica di Santa Maria Maggiore.
L’anno successivo decise di intraprendere la carriera religiosa divenendo prima suddiacono e, successivamente, vescovo di Gravina.
Ha inizio in questi anni quella intensa attività episcopale per la quale verrà in seguito ricordato e riconosciuto come uno dei principali diffusori dei decreti tridentini, in perfetto accordo con il modello del cardinale Borromeo.
Trascorsi sei anni a Gravina, in cui si dedicò alla riforma morale e disciplinare della diocesi, fu trasferito a Perugia.
Nel 1575 il Borromeo lo chiamò a collaborare al suo programma di visite apostoliche ottenendo, nel 1579, il suo trasferimento a Novara in modo da poterlo annoverare tra i suoi suffraganei: nel 1576 si recò in visita a Grosseto, Siena, Massa, Pienza e Montalcino, nel 1580 a Borgo San Donnino, nel 1582 a Brugnato e Genova, nel 1583 a Lodi.
Di notevole interesse fu anche la sua attività a Novara ove si impegnò in diverse visite pastorali, nella pubblicazione degli statuti diocesani e nella riorganizzazione del seminario a prova della particolare attenzione che riservava alla formazione del clero.
Morì a Novara il 18 settembre 1584.
Della sua intensa attività rimane traccia negli atti e nei decreti di riforma pubblicati al termine delle visite e relativi ai vari problemi riscontrati (la raccolta più completa di decreti di cui si dispone è quella edita per la visita apostolica a Genova).
La sua dedizione alla causa e l’intensità dell’attività di predicazione sarebbero stati tali da provocare, secondo alcuni, la morte.

Opere
- Francesco Vescovo di Novara, visitatore apostolico, al Serenissimo Duce, all’illustrissima Signoria, al Clero et Popolo di Genova, in Synodi Diocesanae et Provinciales editae atque ineditae S. Genuensis Ecclesiae accedunt acta et decreta visitationis Franciscii Bosii, Genova 1833

Bibliografia

  • A. PROSPERI, Bossi Francesco, in Dizionario biografico degli Italiani, volume XIII, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 1971, pp. 303-305
  • L. MAGNANI, Committenza e arte sacra a Genova dopo il Concilio di Trento: materiali di ricerca, in Studi di storia delle arti, n. 5, Università degli studi di Genova, Genova 1983-85, p. 142, 136-137
  • G. B. SEMERIA, Secoli cristiani della Liguria, ossia storia della metropolitana di Genova, di Sarzana, di Brugnato, Savona, Noli, Alberga e Ventimiglia, Torino: Tip. Chirio e Mina 1843, p. 223
  • Francesco Vescovo di Novara, visitatore apostolico, al Serenissimo Duce, all’illustrissima Signoria, al Clero et Popolo di Genova, in Synodi Diocesanae et Provinciales editae atque ineditae S. Genuensis Ecclesiae accedunt acta et decreta visitationis Franciscii Bosii, Genova 1833
  • O. A. BIANDRÀ, Lettere tra il Doge di Genova e il Cardinale Carlo Borromeo (1560-1581), in La storia dei Genovesi. Atti del convegno di studi sui ceti dirigenti nelle istituzioni della Repubblica di Genova, volume V, Genova 1986, p. 134
  • D. FERRARIS I rapporti della Compagnia di Gesù, “incarnazione della Riforma”, con il potere religioso e temporale a Genova, in “Atti della Società Ligure di Storia Patria”, nuova serie LV/II, Genova 2015

Article written by Davide Ferraris | Ereticopedia.org © 2017

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]