Amadi, Francesco

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-88-942416-0-0 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Francesco Amadi fu un umanista, poeta, scrittore, erudito e mecenate, attivo in Venezia a partire dagli anni ’30 del XVI secolo.

Problemi cronologici e albero genealogico

Anche causa del riuso degli stessi nomi di battesimo all’interno della nobile casata Amadi, è complesso distinguere tra loro personaggi omonimi ed egualmente attivi nella vita pubblica veneziana. Ad ogni modo, il Francesco di cui parliamo è figlio di Agostino (a sua volta figlio di Pietro Amadi), conte palatino, e di Giovanna (detta Cecilia) Brocardo, figlia dell’illustre medico Marino Brocardo e sorella del controverso poeta Antonio Brocardo (morto prematuramente nel 1531).

Un letterato dissidente, misterioso e dimenticato

Francesco eredita dallo zio materno una certa insofferenza per il canone purista di matrice bembiana. Proprio in tal senso egli costituisce una raccolta – in un certo senso pionieristica, in quanto “antologica” di tre autori – di rime di Antonio Brocardo, Francesco Maria Molza e Nicolò Dolfin, dal titolo Rime del Brocardo et d'altri authori (Venetia, 1538). Si tratta di un’edizione assai controversa: in primo luogo non presenta nomi di stampatori e menzioni di privilegio, e in secundis la lettera dedicatoria a firma di Francesco Amadi in alcuni esemplari – probabilmente clandestini – risulta firmata da tale Antonio Pellegrini. Ciò aggiunge mistero alla damnatio nominis riservata ad Antonio Brocardo – dopo la sua celebre e polemica con Pietro Bembo – da Pietro Aretino, nonostante la protezione di cui il poeta godeva da parte dei cosiddetti Abati Cornari. A livello di ipotesi, è lecito supporre che dietro le varie posizioni retoriche e poetiche (che non morirono certo col Brocardo), ci fossero rivalità personali e anche politiche. Rime del Brocardo et d’altri authori eredita non pochi materiali brocardiani dalla celebre antologia poetica contenuta nel codice Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, It. IX 300 (=6649) – tra le antologie poetiche manoscritte più importanti del secolo XVI – che è stata di proprietà di «Agostino Amadi, conte Palatino» (cfr. la nota di possesso sul recto della prima carta di guardia), cognato del Brocardo e padre di Francesco. La maggior parte dell’opera di Amadi in opposizione al bembismo è contenuta nel manoscritto Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, It IX, 109 (=7409): il Dialogo de la lingua italiana, il De la volgare eloquentia, il De li poemi italiani, il Rimario remissivo di Dante (gli unici attribuiti direttamente a Francesco Amadi).
Francesco Amadi fu anche autore di una Cronaca di Cipro (più che altro un rendiconto degli avvenimenti tra l’undecimo e il quindicesimo secolo), nonché di un trattato sulla nobiltà bolognese.

Bibliografia

  • Antonello Fabio Caterino, Antonio Brocardo, Rime, Roma, Aracne, 2018
  • Family Memoirs from Venice (15th-17th centuries), a cura di James S. Grubb, Roma, Viella, 2009
  • Daria Perocco, Biblioteca nazionale Marciana: il ms. It XI, 109 (= 7409) in «Quaderni Veneti», n.s. digitale, vol. 2, n. 1-2, Giugno/Dicembre 2013, pp. 271-277
  • Anna Pizzati, The family of Girolamo Amadi: a lucchese silck merchant in Venice in Piero della Francesca / Personal enconters, a cura di Keith Christiansen New York, The Metropolitan Museum of Art, 2013, pp. 59-72
  • Gualtiero Todini, Amadi, Francesco, in DBI, vol. 2 (1960)

Article written by Antonello Fabio Caterino | Ereticopedia.org © 2018

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]

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