Filippo II, re di Spagna

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

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Filippo II (Valladolid, 21 maggio 1527-San Lorenzo de El Escorial, 13 settembre 1598) fu re di Spagna dal 1555 al 1598.

Biografia

Figlio di Carlo V e di Isabella de Avís, la sua educazione, nella quale il mito del padre ebbe molto peso, fu tuttavia molto diversa rispetto a quella di Carlo V, più rigida e meno umanistica, oltre che decisamente militaresca: suo precettore principale fu l’intransigente Juan Martínez Siliceo (nominato cardinale da Paolo IV il 20 dicembre 1555, di fatto come premio proprio per la sua intransigenza), dei collaboratori messigli al fianco dal padre l’unico che sopravvisse lungamente fu Fernando Álvarez de Toledo, duca d’Alba, un personaggio, com’è noto, poco portato per la diplomazia e per la moderazione. Carlo V coltivò l'idea di lasciargli tutti i suoi territori, e per questo Filippo II nel 1548 intraprese un viaggio entro i confini (europei) dell'Impero. Nel 1554 si recò in Inghilterra per sposare la regina Maria Tudor (il cui effimero regno si protrasse dal 1553 al 1558), che stava restaurando il cattolicesimo nell'isola. Nel 1555 Carlo V annunciò la sua decisione di abdicare all'Impero a favore del fratello Ferdinando e ai domini spagnoli a favore del figlio Filippo.
Se Carlo V di fatto restò in equilibrio tra le due anime politico-religiose della Spagna, quella dei conversos, dei moriscos e degli alumbrados e quella inquisitoriale e intransigente, la preferenza di Filippo II a favore di quest'ultima fu netta e decisa ed egli condusse coerentemente una politica repressiva di estrema durezza contro dissidenti politici e religiosi. La svolta avvenne tra il 1557, l'anno della battaglia di San Quintino e della riappacificazione con papa Paolo IV, l'anno della pace di Cateau-Cambrésis, dell'arresto di Bartolomé Carranza. Durante tale intervallo Filippo II, con l'accordo dell'ex nemico Paolo IV che non mancava in vari brevi a lui diretti di felicitarsi di ciò, dava piena fiducia all'Inquisizione di Fernando de Valdés, la cui offensiva contro i luterani spagnoli culminava nei grandi autos da fé di Siviglia e Valladolid. La fazione spagnola degli "spirituali", ancora forte all'inizio del regno di Filippo II, tant'è che Carranza aveva accompagnato Filippo in Inghilterra e poi lo aveva seguito a Bruxelles al momento dell'abdicazione di Carlo V, riuscendo a convincerlo ad allontanare momentaneamente l'inquisitore Valdés dalla corte spagnola, veniva letteralmente spazzata via.
Da questo momento in poi, fino alla morte avvenuta nel 1598, Filippo II fu il campione della Controriforma in Europa e della lotta contro eretici e infedeli: fu il protagonista della costituzione della lega che sconfisse i Turchi a Lepanto (1571), mandò il duca d’Alba a reprimere e sterminare gli eretici calvinisti dei Paesi Bassi e nel 1580 abbandonò definitivamente la sua precedente linea pacifista con l’annessione del Portogallo (per la quale si servì ancora una volta del duca d’Alba), intraprendendo quindi una fallimentare guerra senza frontiere contro l’“internazionale protestante”: di cui la disfatta della Invencible Armada ad opera della flotta inglese e delle tempeste oceaniche nell'agosto 1588 fu uno degli episodi più eloquenti.

Bibliografia

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  • I. Fernández Terricabras, Philippe II et la Contre–Réforme. L’Eglise espagnole à l’heure du concile de Trente, Publisud, Paris 2001
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  • S. Pastore, Il Vangelo e la spada. L’Inquisizione di Castiglia e i suoi critici (1460–1598), Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2003
  • S. Pastore, Un’eresia spagnola. Spiritualità conversa, alumbradismo e Inquisizione (1449–1559), Olschki, Firenze 2004
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  • J. I. Tellechea Idígoras, El papado y Felipe II. Colección de breves pontificios, tt. I–III, Fundación Universitaria Española, Madrid 1999–2002
  • J. I. Tellechea Idígoras, El arzobispo Carranza. “Tiempos recios”, voll. I-IV, Salamanca 2003-2007

Voci correlate

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2013

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]