Sanseverino, Ferrante

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-88-942416-0-0 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Ferrante Sanseverino (Napoli, 1507 - Avignone, 1568) è stato un nobile e militare, principe di Salerno.

Si distinse nelle guerre d'Italia al servizio di Carlo V, e partecipò all'impresa di Tunisi (1535).
Fu mecenate e appassionato di teatro. Bernardo Tasso fu suo segretario a partire dal 1532.
Contrario all'introduzione, ventilata nel 1547, dell'Inquisizione spagnola nel regno di Napoli, entrò in conflitto col potente viceré Pedro de Toledo, il che ne comportò la disgrazia (1552): gli furono confiscati tutti i beni, si trasferì prima a Venezia e quindi in Francia, passando al servizio del re Enrico II. Fu l'ultimo dei principi di Salerno. Morì in esilio ad Avignone nel 1568.

Aveva frequentato gli ambienti valdesiani a Napoli e cercato nel 1537 di far sì che Bernardino Ochino predicasse a Salerno. Negli anni successivi intavolò un dialogo con Girolamo Seripando sul tema del libero arbitrio. Nel 1543 accolse a Salerno il giurista Scipione Capece, che rimase al suo servizio fino al 1547.

Durante l'esilio francese si convertì probabilmente al calvinismo.

Suo figlio Amerigo fu vescovo di Agde, proposto senza successo per il cardinalato dai Francesi sotto il papato di Paolo IV.

Bibliografia

  • Luca Addante, Sanseverino, Ferrante in DBI, 90 (2017).
  • Carlo De Frede, Rivolte antifeudali nel Mezzogiorno e altri studi cinquecenteschi, De Simone, Napoli 19842.
  • Processo Morone2, vo. I, p. 815, nota 12.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]

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