Vico, Fedele

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Fedele Vico o Vigo è stato un prete, precettore e maestro di scuola del XVI sec., perseguitato dall'Inquisizione di Venezia.

Originario di Penna nelle Marche, presente a Venezia e nel territorio della Serenissima fin dal 1544, fece da precettore presso molte famiglie di patrizi veneziani di prim'ordine (Grimani, Valier, Venier e Da Canal). Mentre risiedeva a Pontevico, nel bresciano, aveva conosciuto il ricco mercante cremonese Alessandro Roncadello, che gli aveva fatto dono di libri proibiti (tra i quali la Tragedia del libero arbitrio di Francesco Negri). Nel 1563 visitò Ginevra. Nel 1568 fu arrestato per ordine dei Capi dei Dieci mentre si trovava a Dulcigno, dove era maestro di scuola, e processato dall'Inquisizione di Venezia. Il suo processo si aprì il 1° marzo 1568 e dai verbali dei suoi drammatici interrogatori si evince che fu sottoposto a tortura. A causa di ciò cedette, si pentì e chiese la comunione (che gli fu negata) mentre stava ormai morendo in carcere, debilitato dalle torture. Morì infatti senza conforto alcuno il 6 agosto 1568.

Bibliografia

  • Federica Ambrosini, Storie di patrizi e di eresia nella Venezia del '500, Franco Angeli, Milano 1999, ad indicem, in part. pp. 45-48, 125-129.
  • Emilio Comba, I nostri protestanti, vol. II, Durante la Riforma nel Veneto e nell'Istria, Claudiana, Firenze 1897, pp. 610-617.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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