Vulcana, Faustina

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-88-942416-0-0 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Faustina Vulcana è stata una donna perseguitata per stregoneria.

Fu incriminata a Napoli nel 1586, insieme ad Antonia Lombarda ed altri, dopo la morte di Giovan Domenico Cangiano, un uomo ricco e potente che, ammalatosi gravemente e rivelatesi inefficaci le cure mediche, aveva fatto ricorso a fattucchieri nella speranza di poter guarire. Sottoposta a dura carcerazione ed interrogata con veemenza da Carlo Baldini (commissario del Sant'Uffizio nel Regno di Napoli) e poi dal vicario arcivescovile Flaminio Torcella (cui Baldini alla fine del 1586 cedette tutti i casi di stregoneria di cui si stava occupando), ammise rapporti col demonio, poi ritrattò. Dopo la tortura eseguita il 24 settembre 1587, la donna fu scarcerata su cauzione e, considerata pazza e "spiritata", fu internata in conservatorio (dove rimase otto anni, ottenendo la liberazione dietro supplica nel 1585).

Bibliografia

  • Giovanni Romeo, Inquisitori, esorcisti e streghe nell’Italia della Controriforma, Sansoni, Firenze 1990

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]