Foscarari, Egidio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Egidio Foscarari (Bologna, 27 gennaio 1512 - Roma, 22 dicembre 1564) è stato un frate domenicano e vescovo, perseguitato e incarcerato per eresia e poi assolto.

Biografia

Domenicano bolognese, nipote di Stefano Foscarari (che fu più volte priore del convento di S. Domenico in Bologna nonché Inquisitore di Bologna), dottore in teologia presso lo Studio della sua città, Paolo III lo nominò maestro del Sacro Palazzo il 3 aprile 1547 (in quanto tale fu anche consultore del Sant'Uffizio). Assistette il Flaminio morente nel febbraio 1550, confessandolo. Il 23 maggio 1550 fu nominato da Giulio III vescovo di Modena (con l'avallo del suo predecessore Giovanni Morone). A Modena la sua azione verso gli eretici fu assai "moderata" e protesse personaggi quali Ludovico Castelvetro e Filippo Valentini; si impegnò altresì molto nell'attività di riforma.
Convocato a Roma da Paolo IV per conto dell'Inquisizione, fu arrestato e rinchiuso a Castel Sant'Angelo (21 gennaio 1559). Ne uscì dopo la morte di papa Carafa (18 agosto 1559) e fu subito assolto (1° gennaio 1560) da Pio IV.
Partecipò alla revisione dell'Indice dei libri proibiti promossa da quest'ultimo. Nell'ultima fase del concilio di Trento sostenne con forza la dottrina della residenza dei vescovi de iure divino.
Fu molto amico di Ludovico Beccadelli, ma anche, negli ultimi anni, di Carlo Borromeo.
Morì a Roma nel dicembre 1564.

Bibliografia

  • Matteo Al Kalak, Il riformatore dimenticato. Egidio Foscarari tra Inquisizione, Concilio e governo pastorale (1512-1564), Il Mulino, Bologna 2016
  • Simona Feci, Foscarari, Egidio, in DBI, vol. 49 (1997)
  • Processo Morone2, vol. 1, pp. 123-24, nota 14

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]