Falcetta, Egidio

Egidio Falcetta (o Falconetti) (Cingoli, 1496 - Bertinoro, 1° luglio 1564) è stato un diplomatico e un vescovo della Chiesa Cattolica.

Nacque nel 1496 a Cingoli, in provincia di Macerata, e morì a Bertinoro, in provincia di Forlì, il 1o luglio 1546.
Dopo la laurea, conseguita alla Sapienza di Roma all’età di venticinque anni, si sposò ed ebbe alcuni figli.
Rimasto vedovo decise di intraprendere la carriera ecclesiastica divenendo uditore del cardinale Antonio Del Monte e alla morte di questo, avvenuta nel 1533, del cardinale Marino Grimani il quale diverrà il suo principale protettore e uno dei suoi maggiori estimatori.
Durante i dodici anni durante i quali Falcetta rimase al suo servizio, egli lo nominò prima governatore e gastaldo del vescovado di Concordia e, in seguito, uditore del patriarcato di Aquileia della cui sede il cardinal Marino era titolare.
Per tutta la sua vita fu costretto a proseguire l’attività di vicario di diocesi economicamente importanti essendo quella di Caorle, al capo della quale fu posto il 15 marzo 1542, piuttosto povera.
Si trattò assai probabilmente più che altro di un titolo onorifico come dimostra il fatto che lo stesso Falcetta narrò in seguito di essere stato addirittura costretto a vendere un immobile di sua proprietà a Roma per poter pagare le tasse della bolla di nomina.
Le critiche condizioni economiche in cui viveva spiegano indubbiamente lo scarno seguito con cui, nel 1545, giunse al Concilio di Trento (sembra fosse costituito solo due persone) e il fatto che fu uno dei beneficiari della sovvenzione di venticinque scudi al mese istituita dai legati per i vescovi maggiormente bisognosi (oltre al Falcetta usufruirono di tale sovvenzione solo altri tre vescovi).
L’anno successivo alla morte del cardinale Grimani, avvenuta nel 1546, il Falcetta, svanita la possibilità di succedere al suo protettore alla guida della diocesi di Caneda, è nuovamente presente a Trento forte di una lettera di raccomandazione del cardinal Farnese che aveva verosimilmente avuto modo di conoscere durante un ipotizzato viaggio a Roma di breve durata.
Dopo aver votato a favore del trasferimento del Concilio a Bologna, lo si ritrova nella nuova sede in varie occasioni sino al dicembre del 1547 quando il cardinale Giovan Maria Ciocchi Del Monte, preoccupato per le lamentele provenienti da diocesi di Pavia di cui era vescovo, propose ad Egidio Falcetta di recarsi nella città lombarda in qualità di suo vicario generale e vescovo ausiliare.
Il nuovo incarico durò solamente due anni e fu evidentemente portato a termine con successo se si considera che il cardinale Ciocchi Del Monte, divenuto nel frattempo Papa con il nome di Giulio III, lo ricompensò nominandolo nel 1550 governatore di Terni e Rieti.
Nel 1552 Egidio Falcetta giunse a Genova dove rimase, in qualità di vicario del vescovo Girolamo Sauli, per sette anni.
Morto l’arcivescovo Sauli si trasferì a Piacenza ove svolse, a partire dal 1559, le medesime mansioni per conto del vescovo Bernardino Scotti.
Il 30 settembre 1561 prese parte all’ultima fase del Concilio di Trento durante la quale ricevette il compito di redigere la stesura del decreto de residentia, difese la legittimità dei matrimoni clandestini e sostenne la lotta contro gli abusi e le devianze superstiziose nel culto eucaristico.
Come forma di riconoscimento per i servigi resi e la dedizione dimostrata fu nominato da Pio IV vescovo della diocesi di Bertinoro, in provincia di Ravenna, che godeva di una condizione economica migliore di quella di Caorle.
Ciò avvenne tuttavia nel 1563, solo un anno prima della morte.
La principale fonte di notizie biografiche su Egidio Falcetta rimane tutt’oggi una lettera che egli inviò al Cardinale Farnese da Trento in data 11 aprile 1546: «N. Sre a supplication del Rmo Smo Card. Grimano mi dette la chiesa di Cavorli, la qual, computando l’una ellatra [sic] mensa episcopale capitular, non passa 100 duc. d’intrata all’anno, e per expedir le bolle vendetti una casa, che io aveva in Roma. Mi persuase il prefato Rmo Grimano ad accettar questa chiesa, perché io li servisse per vicario in pontificalibus nel patriarcato suo di Aquilegia ivi vicino, e così l’ho servito già 5 anni e con tucto questo a pena poteva viver, perché non aveva salario. Hora, per obedientia e debito son venuto al concilio, dove non poteva fermarmi molti giorni, se questi Rmi Sri legati per ordine di N. Sre non mi provedevano di subvention come han fatto.»
La lettera si conclude con una stringata autobiografia: «La mia età, per darli notizia di me, è d’anni 50, son da Cinguli; già da 25 anni mi doctorai in utroque iure in Roma, dove nanzi il sacho mi esercitai in Rota e dipoi in officii; e per concluder in una parola: ho servito il Rmo Sre card. Grimano per 12 anni per auditor, vicario et a Piacenza vicelegato; posso adunque dir con questa servitù esser provato non men che loro al foco. V. Sria Rma et Illma se po’ informar di me dal Rmo Sr card. di Rimini, che a tempo suo fui auditor del Rmo bone memorie de Monte, et anche dal Rdo Mr Eurialo compatriota, genuflexo la supplico, si degni pigliar protection di me poverissimo vescovo e se lì piace far qualche experientia di me, serrà grandissimo favor, e me cognosceria tanto meglio, benché stado ancor qui spero havera bon odor di me.»
Interessante è la valutazione, contenuta in una lettera del 25 giugno 1546, che i legati del Cardinale Farnese esprimono sulla figura del Falcetta.
Essi affermano che «in vero ci par persona, che merita et nelle cose di qua assai utile, essendo di buone lettere et molto servitor di S. Stà et di V. Sria Rma e Illma […]. Ci ha esposto molte volte sua povertà et la tenuità et bisogni della sua chiesa et ultimamente ci ha dato l’incluso memoriale […] se degni farlo vedere a Monsr Rmo Ardinghello o al datario, che […] si potesse consolare questo homo da bene.»

Bibliografia

  • G. ALBERIGO, I vescovi italiani al Concilio di Trento (1545-1549), G. C. Sansovino Editore, Firenze 1959, pp. 156, 158, 160, 163, 181-182, 190, 255, 269
  • Concilium Tridentinum. Diariorum, actorum, epistularum, tractatuum, X – Epistularum pars prima. Complectens epistulas a die 5 martii 1545 ad Concilii translationem 11 martii 1547 scriptas, collegit, edidit, illustravit G. BUSCHBELL, Freiburgi Brisgoviae 1965, pp. 537-538
  • R. TARGHETTA, Falcetta Egidio, in Dizionario biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, volume 44, Roma 1944, pp. 248-250
  • D. FERRARIS, I rapporti della Compagnia di Gesù, “incarnazione della Riforma”, con il potere religioso e temporale a Genova, in “Atti della Società Ligure di Storia Patria”, nuova serie LV/II, Genova 2015

Article written by Davide Ferraris | Ereticopedia.org © 2017

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]