Morando, Domenico

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Domenico Morando (Ganaceto, Modena, ca. 1505 - …, post 1562), è stato uno stretto collaboratore del cardinal Morone, incarcerato e processato dall'Inquisizione romana come il suo padrone.

Definito nelle fonti diplomatiche il "mastro di casa del cardinal Morone", il suo arresto avvenne il 22 maggio 1557 e preannuciò quello del suo padrone, avvenuto nove giorni dopo. Come Morone, Morando fu rilasciato alla morte di Paolo IV e riabilitato da Pio IV.

Attorno al 1535 entrò a far parte della famiglia del Morone, allora vescovo di Modena, presentatogli da Giovanni Domenico Sigibaldi, al cui servizio aveva speso svariati anni. Rimase al fianco del Morone fino al 1562 allorché si ritirò a vita claustrale.

Gli atti del suo processo costituiscono una parte non trascurabile del corpus del processo moroniano.

Bibliografia

  • Processo Morone2, pp. 1159 sgg

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]