Distretto inquisitoriale di Cordova

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Dopo quello di Siviglia, il tribunale di Cordova era il più antico dell'Inquisizione spagnola. Fu fondato per volontà dei Re Cattolici nel 1482. A testimonianza dell'importanza data al tribunale, dopo la conquista di Granada (1492) i Re Cattolici donarono l'Alcázar (palazzo reale) di Cordova al Sant'Uffizio, destinandolo a sede dello stesso.
Il territorio del distretto inquisitoriale di Cordova fu delimitato in modo stabile non prima del 1533. Nel 1526 il distretto di Cordova aveva inglobato il territorio precedentemente di competenza del tribunale inquisitoriale di Jaén (che era stato istituito nel 1483 e che era stato molto attivo, sin dai suoi esordi, nella persecuzione dei conversos della valle del Guadalquivir).

L'attività repressiva del tribunale di Cordova si concentrò nei primi decenni di attività, almeno fino al 1530, contro ebrei e giudaizzanti.
In seguito l'attenzione si spostò sui moriscos (particolarmente nella seconda metà del XVI sec.). Una nuova ondata di persecuzione contro i giudaizzanti si ebbe alla fine del XVII sec.
L'attività repressiva si ridusse notevolmente, fino a diventare marginale, nel corso del XVIII sec.

La documentazione sulle attività del tribunale di Cordova è molto carente fino al 1550 circa. Nel 1810, durante l'occupazione napoleonica, gli archivi dell'Inquisizione di Cordova furono dati alle fiamme. Nonostante la sua importanza, mancano studi esaustivi sulla storia dell'istituzione.

Bibliografia

  • Rafael Gracia Boix, Colección de documentos para la historia de la Inquisición de Córdoba, Monte de Piedad y Caja de Ahorros de Córdoba, Córdoba 1982.
  • Rafael Gracia Boix, Autos de fe y causas de la Inquisición de Córdoba, Diputación de Córdoba y Centro de Estudios Inquisitoriales, Córdoba 1983.
  • Ana Cristina Cuadro García, Cordova, in DSI, vol. I, pp. 414-415.
  • José Antonio Martínez Bara, Catálogo de informaciones genealógicas de la Inquisición de Córdoba conservadas en el Archivo Histórico Nacional, Dirección General de Archivos y Bibliotecas e Instituto de Estudios Gienneses, Madrid 1970.
  • Gaspar Matute y Luquín, Colección de autos generales i particulares de Fé celebrados por el Tribunal de la Inquisición de Córdoba anotados y dados a la luz por el Licenciado Gaspar Matute i Luquin, Imprenta de Santaló, Canalejas y Compañía, Córdoba 1836.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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