Zannettini, Dionigi

Dionigi Zannettini, detto Grechetto (Nauplia, … - Roma, 1566) è stato un vescovo ed accanito sostenitore dell'Inquisizione.

Nacque a Nauplia. Nominato vescovo di Ceo e Termia nel 1529, ma lasciata l'isola di Cipro per contrasti con l'arcivescovo, si trasferì a Vicenza al servizio del cardinale Niccolò Ridolfi. Nel 1538 fu nominato vescovo di Milopotamos e nel 1545 anche di Cheronea.

Personaggio dal carattere astioso, vendicativo e fanatico, compì un'intensa attività di delazione ai danni di tutti i principali ecclesiastici sospetti di eresia (a partire da Pole e Morone fino al Vergerio), denunciandoli in particolare con molte lettere dirette ai cardinali Alessandro Farnese e Guido Ascanio Sforza di Santa Fiora (che gradivano). Partecipò assiduamente alle varie fasi del concilio di Trento; nel 1546 si rese protagonista di una clamorosa rissa col vescovo della Cava Giovanni Tommaso Sanfelice, sostenitore della giustificazione per fede.

In seguito rinunciò ai suoi due vescovadi e, dopo un breve soggiorno a Venezia, visse a Roma negli anni cinquanta e sessanta, prima di morire nel 1566.

Bibliografia

  • Processo Morone2, vol. I, pp. 554-55, nota 15 

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]